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  • Un cappuccino con Sconcerti: i giovani servono ma non bastano, il talento conta più dell’età

    Un cappuccino con Sconcerti: i giovani servono ma non bastano, il talento conta più dell’età

    • Mario Sconcerti
      Mario Sconcerti
    Stiamo equivocando sui giovani. Una cosa è dire che devono giocare di più, altro è pensare siano necessari per vincere. Se tre squadre giocano con i giovani, una vince, le altre due perdono comunque. Essere giovani è un pregio, non per forza un vantaggio. Stessa cosa per i meno giovani, l’età è compensata dalla maturità atletica, l’esperienza del campo, la conoscenza delle partite. Non facciamoci sempre contagiare dall’ultimo risultato. Il Sassuolo è pieno di giovani bravi, ma è arrivato decimo. Più importante dell’età è il talento. E non tocca alle grandi società avere squadre con molti giovani. Può succedere, è successo quest’anno con il Milan, ma non è una regola. L’Inter con una squadra meno giovane, è arrivata ad appena due punti, molti pensano ancora fosse la più forte. Chi deve cercare di vincere deve scegliere il meglio, non il più giovane. La Juve non cerca Strefezza, che pure è ottimo. Cerca Di Maria e Pogba.



    E quando prende un giovane (Vlahovic, De Ligt) li prende a ottanta milioni perché sono giocatori fatti, non ragazzi. Il Monza di Berlusconi e Galliani ha puntato Candreva e Ranocchia. Mbappè non è bravo perché giovane, è solo un fuoriclasse. Cerchiamo misura, altrimenti sposteremo il problema, ma senza risolverlo.

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