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C’è una domanda sospesa sull’Ucraina: cosa accadrà quando la Russia entrerà nelle città? La resistenza è stata eroica, ma è destinata a finire. La guerra è asimmetrica. Un avversario bombarda e l’altro resiste. Non è una guerra, è un martirio. Quanto sarà importante dopo, se Kiev cadrà fra una settimana invece che una settimana fa? Cosa cambierà nelle cose reali e nel nostro comportamento? In sostanza, cosa sta per succedere? Stiamo vivendo un momento di transito, un piccolo tragico inizio. La Russia è isolata nel mondo ma è in Ucraina. Chi la può cacciare? E come?

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LA VERA DOMANDA - Le sanzioni hanno bisogno di far sentire le loro conseguenze, nel frattempo saremo davanti a un atto di malavita politica. Occorre capire che non siamo più spettatori. La solidarietà di piazza è bella ma è uno sforzo minimo. Copre soprattutto il nostro senso di colpa. Ma fare di più significa andare in guerra anche noi. Cominciare una storia senza dimensioni, un’altra vita. Siamo in grado di sopportarlo? Si può anche rispondere di no, non è obbligatorio essere eroi. Troveremo un modo per perdonarci. Ma nelle nostre case, nelle nostre tavole, è bene sapere che la vera domanda è questa.