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Dividersi in pochi la grande torta del mondo è sempre stato un obiettivo dei più golosi. Niente di male che tocchi adesso a Florentino Perez e soprattutto Andrea Agnelli, presidente dell'associazione dei grandi club provare a chiedere di più. Ci sono momenti però, anche tra i grandi scienziati, in cui l'esperimento è impossibile capirlo fino in fondo, qualcosa scappa di mano.

Qui il punto debole comune mi sembra molto semplice: se si gioca contro i migliori, si perde molto di più. E' stato calcolato questo particolare? E che cosa può significare per squadre come la Juve, abituate a partire sempre come favorite? In poche parole la Juve, per rimanere alla squadra di Agnelli presidente dei superclub, è una squadra che deve all'abitudine ai successi la sua popolarità. E' difficile essere popolari perdendo.

 

Cosa può valere allora la Juve in un campionato europeo così costantemente selezionato? Certamente può vincerlo qualche volta, ma la storia è più cauta. L'ultimo successo in Champions della Juve è di 25 anni fa. In sostanza, quante squadre ha la Juve abitualmente davanti? Di solito, in Europa almeno 4 o 5: conviene ribaltare il calcio per arrivare spesso al sesto posto? Sicuri che sia un buon investimento?