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La sconfitta di Porto è la peggiore per la Juve perché mostra pesantemente un limite. Si pensava che la Champions avrebbe portato da sola più personalità nella squadra, ma non è accaduto. Semmai la Juve è rimasta irrisolta, pallida come non era ancora riuscita ad essere. Senza Bonucci non c’è stato un giocatore capace di spingere il centrocampo. E senza un regista non c’è stato nessuno capace di avere un’idea. Scomparso Kulusevski, scomparso McKennie, normale Bentancur, vivo Rabiot ma senza effetti collaterali.

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Soprattutto non c’è più Ronaldo. Non è una cosa normale, Ronaldo non è stato proprio in partita. Né un guizzo, né un tiro, mai pericoloso. E’ una diversità che a guardarla fa un male fisico, come un taglio sulla tela di un Vermeer. E questa volta Ronaldo ha accettato il buio della partita senza reagire, come un giocatore qualsiasi. Sta succedendo qualcosa di importante, non può essere solo un fatto tecnico.

Mai visto Ronaldo così nel suo tempo italiano. E’ come si fosse abbandonato alla cupezza della squadra, alla sua non guida. Come avesse perso fiducia in chi lo manda in campo. La vera crisi è questa. Perché senza Ronaldo non c’è la Juve.