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Prima di potenza, poi di scaltrezza, infine di classe. Il pallone sparisce fra i magici piedi di João Félix e riappare, un istante dopo, in area di rigore. Ad aspettarlo, puntuale come un sicario, c’è lui, Gonçalo Ramos: stop orientato di destro, cannonata di sinistro sotto la traversa. Sommer non fa neanche in tempo a muoversi. Il giovane attaccante algarviano ha appena segnato il suo primo gol in un Mondiale, ma non si scompone: fa il solito gesto da pistolero, arricchito di infinito valore simbolico da quel suo taglio sotto l’occhio, poi parte di corsa verso la bandierina e la salta, a braccia aperte, inseguito da Bernardo Silva che lo abbraccia al suo atterraggio. Così, Gonçalo Ramos ha portato in vantaggio il Portogallo nell’ottavo di finale vinto con la Svizzera.

Nel secondo tempo arriva il bis, con un tocco d’esterno ad anticipare tutti e a cogliere di sorpresa ancora il povero Sommer, inerme davanti all’inventario di colpi del portoghese. Poi di nuovo con le mani a mimare la doppia pistola, quasi seccato di doverlo fare ancora. L’ultimo, prima di cedere il suo posto a Ronaldo, lo fa di scavetto: ancora diverso, sempre delizioso e spietato.

GUARDAMI, RONALDO! - Ha solo 21 anni, ma sembra non sentire la pressione. Eppure, di pressione ne deve aver avuta molta dopo la scelta del CT Santos di mandarlo in campo al posto di un certo Cristiano Ronaldo, assecondando il sentimento popolare di questi giorni di avvicinamento alla partita. A tutti gli altri era sembrato un azzardo, se non una di quelle scelte a voler dimostrare il contrario, come a dire ai suoi connazionali: “va bene, vi accontento, ma poi non lamentatevi se va male”. Invece no, Gonçalo da Olhão, la perla dell’Algarve, ha lasciato tutti a bocca aperta, a partire da un impotente Sommer.  CR7 può stare comodamente seduto in panchina, a riflettere sul suo ruolo che dovrebbe essere di primus inter pares, non di divinità intoccabile.
PREDESTINATO - Eppure, ce lo si poteva aspettare da uno che aveva bagnato il suo esordio con la Seleção lusitana con un gol e un assist in soli 23 minuti, nemmeno un mese fa, in amichevole contro la Nigeria. Ce lo si poteva aspettare da uno che al Da Luz era chiamato a non far rimpiangere mister 100 milioni Darwin Nunez e si era presentato, alla prima uscita ufficiale della stagione, il 2 agosto, con una tripletta nel preliminare di Champions contro il Midtiylland. Ce lo si poteva aspettare da uno che, alla sua prima stagione da co-protagonista con le Aguias, aveva trascinato, a soli 20 anni, i suoi nel doppio ottavo di finale con l’Ajax (giocando a tutto campo e finendo la gara d’andata addirittura da mezzala) e segnato il suo primo gol in Champions ad Anfield nel 3-3 ai quarti contro il Liverpool. Ce lo si poteva aspettare da uno che nelle prime 21 partite di questa stagione con la maglia del Benfica aveva segnato 14 gol e fornito 6 assist.

Al 74’ il CT Santos ha deciso che poteva bastare così. Fuori Gonçalo, dentro Ronaldo. A giudicare dalla partita di oggi il discorso è chiuso: il Portogallo ha il suo nuovo vero numero 9. Attorno a lui ruoteranno gli altri. CR7 sarà ancora utile alla causa, se lo vorrà, se farà un passo indietro, perché di lui ci sarà sicuramente bisogno più avanti quando la palla scotterà. Intanto il mondiale portoghese si ciberà dei gol di Gonçalo Ramos, ringraziando Olhão per avervi dato i natali e il Benfica per aver dato modo al suo immenso talento di sbocciare fra i riflettori del Da Luz prima e del Qatar poi. Prima di potenza, poi di scaltrezza, infine di classe, ha messo il mondo ai propri piedi.