Qui non ci sono Ronaldo, qui non ci sono Messi: il calcio non è solo dei campioni, quello virtuale non è solo dei pro. Un angolo dedicato a chi si avvicina al mondo degli eSports, per chi li vive con passione ma senza prendersi troppo sul serio. "Un po' di FIFA qua?" è la rubrica dedicata a voi e a noi, ai gamer di tutti i giorni: uno spazio per tutte le curiosità e per raccontare avventure e disavventure digitali.

L'intelligenza artificiale impara, si evolve e sconfigge l'uomo. Non è la trama di un film di fantascienza, ma quanto accaduto pochi giorni fa negli States: OpenAI Five, il gruppo di reti neurali messo a punto da OpenAI, ricerca no-profit co-finanziata da Elon Musk che ha l'obiettivo di sviluppare sistemi d'apprendimento automatico benefici, ha battuto team  composto da alcuni tra i migliori giocatori amatoriali di Dota 2, uno dei titoli più celebri e popolati nel mondo degli eSports competitivi (nella foto da openai.com). 4-1 senza appello contro gli amatoriali, una prova di forza in vista dell'impegno che si terrà in Canada a fine agosto contro i migliori pro gamer del pianeta, frutto di un allenamento impossibile per gli umani: per un mese infatti OpenAI FIVE ha simulato l'equivalente di 180 anni di partite al giorno, studiando strategie e sviluppando anche il senso di cooperazione, tramite un sistema di ricompense inserito dai ricercatori.

Il preludio del dominio delle macchine intelligenti scrive qualcuno, ed effettivamente secondo gli esperti entro 45 anni gli umani saranno soppiantati da esse in tutti i campi: anche negli eSports e nel calcio virtuale inevitabilmente, dove già competere a livelli di difficoltà massima con la cpu risulta sempre più complicato. L'ingresso delle intelligenze artificiali rischierebbe di compromettere le competizioni mondiali, come la Fifa eWorld Cup che tra circa un mese vedrà il suo gran finale a Londra (con Fabio Denuzzo a rappresentare l'Italia): immaginatevi una serie di giocatori in carne e ossa a faticare e rovinarsi i polpastrelli, annientati da una macchina studiata a tavolino per conoscere qualunque mossa, programmata per rispondere in tempo zero a qualunque scenario, trovando sempre la giocata migliore.

Perfezione. E se non si limitasse solo al virtuale, ma il dominio dell'intelligenza artificiale sconfinasse nel reale? Lungi dal lanciare scenari apocalittici come quelli descritti da film come Terminator o il più recente Ultron, creazione di Tony Stark nel secondo capitolo degli Avengers, ma alla mente torna un vecchio spot della Nike che aveva già a suo modo previsto tutto: The Last Game, i migliori calciatori del mondo costretti a una sfida dentro/fuori con i cloni della Perfect Inc. che li hanno rilevati. E se un giorno Cristiano Ronaldo, Neymar e gli altri si ritrovassero davvero ad affrontare sul campo macchine intelligenti e virtualmente imbattibili? La mente corre, intanto i primi segnali ci sono già: l'intelligenza artificiale si tuffa negli eSports, ora tocca ai gamer rispondere.


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@Albri_Fede90