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Prima bella, poi brutta. Prima aggressiva, poi tenera. Prima grande, poi piccola. Alla fine la doppia Juventus è riuscita a battere il Genoa e questo alla fine conta per la corsa alla Champions, il Milan è sempre lì a 1 punto, il Napoli sempre staccato di tre. Il resto sarà materia di un’ampia riflessione che Pirlo e i dirigenti dovranno fare a fine stagione. Una cosa è certa: la Juve non convince mai in fondo.

Sembrava una vittoria facile per la Juventus, perché così l’aveva resa la stessa Juventus, giocando un primo tempo come raramente ha fatto in tutta la stagione. Il Genoa, molto morbido in difesa, era stato spazzato via dal furore dei bianconeri che nei primi 45' hanno segnato due gol, concluso 13 volte e creato almeno altre tre occasioni. La Juventus ha chiuso questo primo tempo con un piccolo record stagionale, 7 tiri nello specchio. Ritmo, intensità, aggressività e anche gioco, questa è stata la Juve dominante di Pirlo. Al Genoa sono mancate completamente le stesse doti sopra elencate, ha preso gol dopo 4 minuti e si è quasi arreso alla forza fisica, atletica e tecnica dei campioni d’Italia. Ma nel secondo tempo tutto è cambiato, la Juve ha smesso di attaccare e di giocare, ha cercato di gestire senza averne le capacità e mostrando i limiti della sua struttura e forse della sua mentalità. Così ha consentito al Genoa di rientrare in partita e di avvicinarsi alla rimonta, prima del 3-1 in contropiede di McKennie.

LE ALI - La Juve ha piegato la partita con i movimenti e gli spunti dei suoi esterni, Cuadrado e Kulusevski a destra, Chiesa a sinistra. Questa supremazia tecnica è emersa in tutta evidenza nelle azioni dei due gol. Il primo: in area di rigore, spostato sulla destra, Cuadrado si è liberato alla sua maniera (dribbling secco) ma anche con troppa facilità del futuro juventino Rovella a cui è mancato il pronto raddoppio di Zappacosta, raddoppio avvenuto con un ritardo che ha portato lo stesso Zappacosta a lasciare libero Kulusevski, al centro dell’area, così il sinistro a giro dello svedese è finito in rete. Il secondo: Chiesa ha strappato la palla sulla linea di metà campo a Radovanovic, è scappato verso Perin che gli ha respinto il tiro, però sul piede di Ronaldo che a porta vuota ha messo sul palo la palla ricacciata in rete dal sinistro al volo di Morata.

GLI ERRORI DI RONALDO - La Juve viaggiava a mille senza l’aiuto del suo fenomeno che stava sbagliando troppo, a cominciare da quel tocco facile a porta sgombra: era un gol perfino più facile di quello sbagliato col Napoli. Ma soprattutto attaccava fuori tempo, un paio di volte è finito in fuorigioco e ha costretto i portatori di palla bianconeri a tornare indietro. Buttare per terra la maglietta a fine gara, solo perché non hai segnato, nonostante la vittoria della tua squadra, non è un bel gesto. Il resto della Juve, però, funzionava alla perfezione. Bentancur e Rabiot avevano il sopravvento su Behrami, Badelj e Rovella, sugli esterni il dominio era totale anche se l’unica apprezzabile risorsa offensiva del Genoa era rappresentata dagli spunti di Zappacosta, il rossoblù più in forma.

UN ALTRO GENOA - Proprio due attacchi di Zappacosta hanno portato le ammonizioni di Cuadrado (fallo di mano e giallo che gli costerà la sostituzione all’intervallo) e di Kulusevski. Ma la sola palla-gol del Genoa del primo tempo è arrivata all’ultimo minuto con uno spunto micidiale di Scamacca che ha saltato contemporaneamente De Ligt e Chiellini, ma il tiro, davanti alla porta, è stato troppo centrale e Szczesny l’ha respinto con una coscia. La Juve non l’ha interpretato come un segnale e ha fatto male perché era proprio questo, un segnale di rilancio, un avvertimento molto chiaro. Ballardini ha cambiato la squadra a inizio ripresa con Ghiglione al posto di Biraschi e Pjaca per Behrami. Anche Pirlo ha fatto un cambio, ma solo per evitare brutte sorprese, con Alex Sandro al posto di Cuadrado, la cui assenza si è sentita subito. Danilo è passato a destra.

LA FORZA DI SCAMACCA - Ghiglione ha fatto capire immediatamente ad Alex Sandro che la musica era cambiata. Dopo 3' ha conquistato un angolo che Rovella ha pennellato in area piccola dove Scamacca ha fatto valere i suoi 195 centimetri e soprattutto la sua prestanza fisica per battere De Ligt nello stacco e riportare il Genoa in partita. La Juve ha cominciato a barcollare e Pjaca ha avuto due occasioni per pareggiare, una parata da Szczesny e una clamorosamente gettata al vento. Ballardini ha insistito, dentro un trequartista come Zajc e un’altra punta come Shomurodov, fuori Rovella e Pandev. Ora però c’era spazio per il contropiede della Juve e prima Chiesa e poi Kulusevski hanno sbagliato la rifinitura.

CON DYBALA - Il secondo intervento di Pirlo ha cambiato la Juventus e la partita: Dybala per Morata e McKennie per Kulusevski con Chiesa spostato a destra. Proprio quest’ultima sostituzione sarà decisiva. Non ha convinto invece l’ultimo cambio di Ballardini che a 20' dalla fine ha tolto Scamacca per mettere Melegoni. Alla prima palla toccata McKennie ha segnato il 3-1 su lancio di Danilo: la posizione era buona per colpa di Ghiglione che lo ha tenuto in gioco. Era il terzo contropiede per la Juve che ha risolto la partita dopo un‘inattesa sofferenza, un po’ come era accaduto col Napoli. A un quarto d’ora dalla fine si è fatto male Zappacosta (guaio muscolare), ma i cambi erano finiti e il Genoa ha chiuso in dieci.






IL TABELLINO

Juventus-Genoa 3-1
Marcatori: pt 5' Kulusevski (J), 22' Morata (J); st 4' Scamacca (G), 26' McKennie (J)
Assist: pt 5' Cuadrado (J); st 4' Rovella (G), 26' Danilo (J).
Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado (1' st Alex Sandro), De Ligt, Chiellini, Danilo; Kulusevski (23' st McKennie), Bentancur, Rabiot (39' st Ramsey), Chiesa; Morata (23' st Dybala), Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Buffon, Demiral, Di Pardo, Dragusin, Frabotta, Fagioli. All. Pirlo.
Genoa (3-5-2): Perin; Masiello, Radovanovic, Criscito; Biraschi (1' st Ghiglione), Behrami (1' st Pjaca), Badelj, Rovella (18' st Zajc), Zappacosta; Pandev (18' st Shomurodov), Scamacca (25' st Melegoni). A disp. Marchetti, Paleari, Zapata, Goldaniga, Destro, Onguene, Cassata. All. Ballardini.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
V.A.R.: Giacomelli di Trieste.
Ammoniti: pt 20' Cuadrado (J), 37' Kulusevski (J), 38' Behrami (G); st 8' Rovella (G), 17' Criscito (G), 37' Alex Sandro (J).