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Una giornata particolare. Un film del '77 con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, ma anche l'etichetta perfetta di un venerdì nero, nerissimo. In poche ore la Fiorentina ha perso Salah, Neto - ufficialmente alla Juventus, ma questo era già noto - e, forse, una bella fetta di credibilità. Un mese di immobilismo, sotto il profilo del calciomercato, lasciano adesso il cielo di Firenze denso di nubi e di incertezze, di punti interrogativi che al più presto dovranno essere risolti. Andiamo con ordine.

In mattinata il primo fulmine: Ramy Abbas, avvocato di Salah, sbatte la porta in faccia alla Fiorentina. Le offerte sono state respinte, la situazione era già chiara da febbraio, attacca. E annichilisce. 

La Fiorentina, alle 14.30, con un comunicato, chiude il discorso Salah dal proprio punto di vista: il giocatore rifiuta le proposte e manifesta l'intenzione di andare in un altro club? E la Viola risponde attivando i propri legali. Tutto questo non può essere ascritto nella categoria dei fulmini a ciel sereno. ''Sarà nostro con certezza per almeno 18 mesi. Non c'è nessuna frenesia, godiamocelo" ipse dixit, ad inizio marzo, il direttore sportivo gigliato Daniele Pradè. In questi mesi, possibile non aver colto i segnali? Possibile non essersi tutelati? Possibile, anche con il favore delle carte, non esser stati in grado di evitare una situazione così paradossale? Evidentemente, no.

Salah è un giocatore del Chelsea, risponde Ramy Abbas, l'avvocato. Salah vorrebbe giocare per un club con valori morali differenti. La Fiorentina, per il protagonista delle ultime ore nell'entourage dell'ormai ex numero 74 viola, ha portato avanti tentativi patetici di rinnegare dichiarazioni vincolanti, obblighi contrattuali scritti

Nel frattempo, al centro sportivo della Fiorentina, con il tecnico Paulo Sousa, il patron Andrea Della Valle, Cognigni, Pradè e Rogg si chiudono in trincea. Salah, le prospettive future, le vie legali. Uno scenario che ha del clamoroso, anche perché nessuno parla, nessuno rassicura l'ambiente, nessuno spiega. E permane un senso di incomprensione, di incertezza.

Forse, una certezza c'è: aver perso in poche ore un nutrito gruppo di giocatori ora svincolati (Pizarro, Diamanti, Aquilani, Gilardino, Vargas, solo per citare i più importanti), in pochi mesi due tasselli fondamentali della storia recente come Neto e Salah senza aver preso un euro e in pochi anni una compattezza societaria all'altezza degli obiettivi

Un pessimismo esagerato? Forse, ma in questo momento il rumore del caos è assordante e il bisogno di calma e tranquillità calcistica diventa impellente. Lavorare per allestire una rosa di qualità, ecco il mantra di riferimento. La chiusura di una giornata particolare, un film senza lieto fine. E allora, silenzio in Salah.