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Gli occhi indiscreti non sono più graditi a Trigoria. Come riporta La Repubblica,  Rudi Garcia impone di chiudere tutte le persiane degli uffici e delle sale ricevimento che puntano sul campo, per essere sicuro che personale, curiosi, gente di passaggio non possa spiare il lavoro della squadra. In mente ha una formazione titolare e lavora con 14/15 uomini. Una metodologia simile a quella di Mazzarri, vincente per puntare alla qualificazione in Champions League, obiettivo dichiarato dalla dirigenza. In queste prime tre partite, nove undicesimi della formazione sono stati confermati. Oltretutto Strootman nella prima uscita era out per infortunio, mentre Ljajic ancora era un giocatore della Fiorentina.

Garcia ripone soprattutto fiducia nei primi ‘otto’ del campo. Ovvero, portiere, difensori e centrocampisti. Le variabili sono in attacco dove il lavoro dei due esterni è massacrante. Sulle fasce ha alternato cinque giocatori: Borriello, Gervinho, Florenzi, Marquinho e Ljajic costringendoli per tutta la partita a scambiarsi ripetutamente le zone di competenza. A Parma ha effettuato i tre cambi per il reparto più avanzato, mentre una costante di questo scorcio di campionato è la crescita nel secondo tempo, in netta controtendenza con gli ultimi due anni.

Ciò è sinonimo di tenuta atletica, maturità e una solida fiducia nel lavoro svolto in settimana. Ogni movimento è provato in allenamento e i giocatori sanno che il ripeterli durante le partite frutta il risultato. Il gol sempre nella ripresa. Ieri vittoria con il patema. Ma dopo essere passata in svantaggio, la Roma è stata in grado di alzare di qualche metro il baricentro e farne tre al Parma, senza scomporsi più di tanto. E’ questa la forza del gruppo. La forza del lavoro. O più semplicemente: questa è la Roma.