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Marco Rossi, ct dell'Ungheria, presenta in conferenza stampa la sfida di Nations League con l'Italia: "Stiamo bene, i ragazzi hanno recuperato bene. Quando c'è così poco tempo non ti alleni e svolgi un lavoro di recupero, dai vari test sembra però i ragazzi abbiano recuperato e domani all'inizio della partita saremo al 100%. Lavorando da ct, in Italia ci torno spesso: non manco dall'Italia da tanto tempo e quando torno in Italia sto con la mia famiglia. Però l'emozione c'è, perché sostanzialmente dopo dieci anni siamo partiti dall'essere sconosciuti in Ungheria all'affrontare la nostra Nazionale". 



ITALIA - "Il fatto che l'Italia non si sia qualificata al Mondiale è stato un choc per tutti, per noi italiani ma anche per chi non lo è. Ha dimostrato di essere una grandissima squadra e lo è ancora. Purtroppo ha avuto tanti episodi avversi che si sono protratti fino alla partita con la Macedonia del Nord. Qualche episodio fortunato c'era stato durante l'Europeo, ma dopo tutto è stato contro. In Italia, specialmente nel calcio, vogliamo essere i migliori, ma in questo momento dobbiamo accettare che non siamo i migliori, bensì tra i migliori. Mancini ha dimostrato di avere visione e credo che per il futuro immediato e prossimo saranno parte della Nazionale diversi giocatori che sono stati mandati a casa per ragioni varie, ma l'Italia è giovane e ha qualità e quantità. Io, da tifoso italiano ma anche da addetto ai lavori, sarei molto meno catastrofista per questa mancata qualificazione al Mondiale".

CESENA - "Parlando dell'Italia sono di parte ma Cesena e la Romagna, ma anche l'Emilia, sono posti rinomati nel mondo per ciò che possono offrire. A Cesena venni per la prima volta nel 1989 e riuscimmo a mantenere la Serie B, vincendo lo spareggio. Poi ci ho giocato altre volte e ho ricordi piacevoli: spero di mantenere la stessa falsariga domani, ma sarà molto complicato".

NATIONS LEAGUE - "Per noi è ottima. Non so quante altre volte avremo la possibilità di misurarci contro nazionali di questo livello. E poi grazie alla Nations League ci siamo qualificati all'Europeo: non ci fosse stata, saremmo stati eliminati nel 2019. Questa Nations League ci darà punteggio per poter prendere parte ai play-off nel caso in cui non dovessimo qualificarci all'Europeo. Per noi è molto utile, per Germania, Italia e Inghilterra può essere diverso ma è un calendario UEFA e bisogna seguirlo e rispettarlo".

IMBATTUTO IN 13 PARTITE CONTRO SQUADRE SUPERIORI NEL RANKING - "Ci siamo riusciti diverse volte, ma altre volte no. Ricordo il 3-0 del Portogallo o il 4-0 subito in casa dall'Inghilterra. Dipende da una serie di situazioni: contro l'Italia domani, per poter sperare in un risultato favorevole, dovremo essere perfetti o quasi sotto l'aspetto tattico, non commettere errori individuali e sperare che il nostro avversario non sia in una serata di grazia, altrimenti sarà impossibile portare a casa il risultato. Ci sono delle differenze, noi lavoriamo sempre sulle nostre debolezze e speriamo tramite il lavoro di fare in modo che anche la fortuna ci dia uno sguardo. Io parlo spesso di fortuna, ma è la verità: nel calcio non decidi se mettere la palla un centimetro fuori o dentro, ma quell'episodio può decidere la partita. Noi lavoriamo per far sì che la fortuna giri dalla nostra parte, ma se l'Italia gioca come sa e può per noi sarà molto difficile ottenere risultati".

MANCINI - "Chi tra me e lui può attendere con più tranquillità la partita? "E' difficile... Io non credo di attendere tranquillamente questa partita e anche Roberto, per la situazione che si è venuta a creare, probabilmente è nella stessa situazione. Dispone di tante cose in più rispetto a noi, ma già il fatto che l'Italia ci rispetti e non è certa di conquistare i tre punti per i miei ragazzi deve essere motivo d'orgoglio".

ITALIA, GERMANIA E INGHILTERRA NELLO STESSO GRUPPO - "Nel calcio se si può parlare di qualche miracolo sportivo difficilmente questo miracolo si può ripetere. Aver fatto tre punti contro l'Inghilterra vuol dire non concludere il girone a zero come tanti avevano pronosticato. Quando si parla di numeri, di statistiche, bisogna essere oggettivi: siamo gli intrusi di questo girone ma siamo qui e vogliamo giocarcela. Vogliamo uscire dal campo a testa alta, sapendo di aver dato tutto. All'Europeo con Francia, Germania e Portogallo siamo arrivati quarti, ma l'Ungheria a fine girone era contenta e questo ci è bastato. Nonostante il nostro livello non sia quello dell'Italia, la nazionale ungherese è seguita da 10 milioni di persone e in proporzione il tifoso ungherese è appassionato come quello italiano".