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Cina, e se attacca Taiwan?
Discorso ufficiale e solenne di Xi Jnping: la riunificazione avverrà, presto e di sicuro e chi si oppone farà una brutta fine. Riunificazione vuol dire che la Cina si prenderà Taiwan, l'isola e i suoi 23 milioni di abitanti. A sottolineare le parole di Xi il sorvolo per giorni dello spazio di difesa aereo di Taiwan da parte di circa 160 aerei da guerra di Pechino. Taiwan dice: saremo attaccati entro il 2025. E se la Cina attaccasse davvero? Da decenni gli Usa armano Taiwan perché possa difendersi ma Washington riconosce anche il principio di "una sola Cina" e non ha mai preso impegni espliciti di difesa diretta dell'isola. Che farebbero gli Usa in caso di attacco cinese? Risponderebbero con le armi sperando in un conflitto che si mantenga sotto il livello nucleare? Mollerebbero Taiwan a Pechino come l'Afghanistan ai Talebani? E Giappone e Corea del Sud e Australia e India si arrenderebbero all'espansionismo di Pechino o farebbero argine e alleanza militare? E l'Europa potrebbe continuare a far finta, ad illudersi di essere un "Continente-Svizzera" neutrale di fronte a tutto e per questo al riparo da tutto? Domande che da astratte e teoriche stanno diventando maledettamente urgenti.

Pensare polacco: a casa mia faccio come mi pare, e fuori pure.
A suo tempo la Polonia chiese l'adesione alla Ue, firmò trattati, prese impegni, accettò le regole, entrò nella Unione Europea. Proprio come fa uno che da casa sua, dove si mettono liberamente i piedi sul divano, entra in un cinema dove la regola per il dove dei piedi è quella del cinema e non quella di casa. Però poi, solo poi, la Polonia decide che la legge di casa, quale che sia, deve prevalere sulla legge della Unione di cui la Polonia è entrata a far parte. Bene, quindi liberissima di farlo Polonia esce dal nostro "cinema", si dimette, se ne va dal club di cui non vuole accettare le regole comuni, regolare...No, la Polonia vuole restare nella Ue. A prenderne i vantaggi commerciali, industriali, diplomatici e i miliardi del Recovery oggi e dei Fondi ieri. Ricapitoliamo: chiedo l'ingresso in una società, dico però che le regole della società in cui ho chiesto di entrare sono di rango inferiore, devono cedere il passo alle regole del mio portafoglio, però nella società voglio restare quando si staccano i dividendi e si incassa, si fanno affari, si prendono aiuti. Pensare polacco, o almeno del suo attuale governo. Molto diffuso anche fuor di Polonia. Infatti il bullismo vittimista lo si trova facile a livello di governi, partiti, sindacati, associazioni di categoria, Regioni, Comuni, comitati, gente sciolta e a pacchetti.
Vaccinati e non: 8 mln a carico degli altri 43.
Al tramonto della scorsa settimana risultavano non vaccinati in Italia circa 8,4 milioni di persone, pari al 15,5% della popolazione vaccinabile (sopra i 12 anni). Di questi, zoccolo durissimo e di fatto non scalfibile, i 2.987.859 non vaccinati over 50. Cui aggiungere i 3.996.994 non vaccinati di età tra i 20 e i 49 anni (forse caleranno un po') e ancora 1.408.268 non vaccinati di età tra i 12 e i 19 anni (qui è plausibile attendersi calo più accentuato). Alla fine dei conti, a fine ottobre, saranno dunque almeno sette milioni e mezzo se non di più gli italiani che avranno scelto di non vaccinarsi. Usufruendo anche loro della bassa circolazione del contagio derivante dalla scelta di vaccinarsi fatta dagli altri 43 milioni circa di italiani. Gli otto milioni si sono vaccinati almeno un po'...col braccio degli altri. Qualcuno dice di protezione dal contagio ottenuta a scrocco. Di certo i milioni di non vaccinati sono almeno dal punto di vista produttivo ed economico in qualche modo a carico dei vaccinati: senza Green Pass non lavorano, vogliono tamponi e non vaccino, costano organizzativamente ed economicamente milioni di tamponi a settimana, situazione che crea intoppi se non peggio alle attività produttive e alle aziende. La libertà di non vaccinarsi è riconosciuta, protetta e anche a carico dei vaccinati. E sia, ma continuare a fare le vittime...