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Il Milan gioca la sua miglior partita stagionale e va vicinissimo a compiere l’impresa di battere la Juve. L’1 a 0 sarebbe stato un ottimo punto di partenza per provare a conquistare la finale nel ritorno del 4 marzo a Torino. Nonostante le assenze per squalifica di Ibrahimovic, Hernandez e Castillejo.

I rossoneri di Pioli ripetono il primo tempo del derby,
ma non riescono a trovare il vantaggio. La differenza è che stavolta concentrazione e gamba tengono anche nella ripresa. Con il passare dei minuti la Juve è sempre più irriconoscibile e il migliore dei bianconeri si rivela Buffon che si oppone da par suo a tutte le conclusioni di Ibra e compagni.

Cede solo al “solito” Rebic che approfitta di un bel cross di Castillejo. Dopo il vantaggio il Milan continua a rischiare pochissimo e rischia poco anche dopo l’espulsione di Hernandez. Il vantaggio regge fino al 91esimo quando il bravo Calabria incappa nell’unica leggerezza della sua partita. Per i milanisti il rigore è difficilissimo da digerire, ma purtroppo c’è. Cristiano Ronaldo si ricorda di essere un fenomeno e si inventa un’acrobazia da cui nasce il penalty del pareggio che fa pendere dalla parte della Juve la bilancia della qualificazione dopo i primi 90 minuti.
Piccola parentesi sulla direzione di gara di Valeri: una volta tanto la Juve non è stata favorita, anzi, nelle decisioni dubbie l’arbitro non ha penalizzato il Milan. Mi riferisco per esempio alla mancata espulsione di Kessiè nel primo tempo e al mancato rigore su Cuadrado nella ripresa. Bisogna invece rilevare le ingenuità di Castillejo e Hernandez che si caricano di due gialli inutili quanto pesanti.

Al Milan resta l’amarezza di un’impresa sfiorata e la speranza di un miracolo nella gara di ritorno. Ma anche la certezza che giocando come nel primo tempo del derby e nei 90 minuti contro la Juve da qui a fine campionato, i punti del girone di ritorno saranno molti più di quelli del girone di andata.