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Il presidente del Venezia neo-promosso in serie A, Duncan Niederauer ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Dopo la finale playoff col Cittadella mi sono tuffato nel canale, l'acqua era abbastanza fredda e ho fatto l'errore di buttarmi con i vestiti. Però Mazzocchi mi ha salvato con i suoi e si è fatto perdonare per l'espulsione. Noi ragioniamo così: quando qualcuno è in difficoltà, sa che ha sempre qualcuno che lo può salvare. La nostra filosofa è quella di prenderci cura degli altri e di credere in noi. Vogliamo molto bene ai nostri ragazzi e i festeggiamenti mi hanno fatto capire quanto siamo uniti. Quello che avete visto viene dal cuore, ogni abbraccio è stato spontaneo: quello con Ceccaroni, che mi ha commosso". 

"Molti dei miei soci statunitensi erano allo stadio, arrivati apposta per la finale. Anche per loro è stata una bella sorpresa arrivare in Serie A, si sono affezionati a questa squadra e la nostra forza è questa: siamo uniti e ci vogliamo bene. Gli altri investitori stranieri in Italia devono trovare una città da amare, come io e mia moglie amiamo Venezia. E bisogna avere un approccio particolare con i giocatori, considerandoli come membri di una famiglia, non come dipendenti. Per me sono come figli e portiamo avanti questa filosofia lavorando tutti insieme per lo stesso obiettivo. Non so se questo è il modo migliore per gestire un club, ma io ci credo". 
"Non è il momento migliore per parlare di stadio, i progetti in Italia sono difficili da portare avanti. Noi abbiamo un progetto, certo, ma adesso dobbiamo cercare di giocare nella nostra casa. Dobbiamo cercare di sistemare il Penzo: è bellissimo e abbiamo tanto lavoro da fare, ma vogliamo stare lì a giocare". 

"So che il nostro allenatore Paolo Zanetti ha richieste, ma mi auguro che rimanga: ne parliamo la settimana prossima". 
"Spero che gli esperti ci mettano ancora in fondo ai pronostici per smentirli, vogliamo dare la possibilità a questi giocatori di giocarsi la A. Se ci salviamo faccio un tuffo nel Canal Grande".