328
"Se rientra nei miei piani? Ovviamente. Cosa ci può dare? Gol". Con queste parole, lo scorso 23 maggio, Erik Ten Hag si presentava come nuovo allenatore del Manchester United. Una dichiarazione inclusiva in riferimento a Cristiano Ronaldo, la realtà dei fatti è però ben diversa. Nell'idea di calcio dell'ex guida dell'Ajax CR7 è una pedina, non il pilastro sul quale costruire la squadra, per questo motivo il suo addio, un anno dopo il suo ritorno dalla Juventus, sembra essere un'ipotesi molto concreta. Il Manchester United sa quello che può dare il talento portoghese, a 37 anni, in termini di immagine e di gol (24 in 39 partite nell'ultima annata), ma non è disposto a vedere attriti, per questo se vuole andare via è pronto ad accontentarlo.

Ronaldo si sente ancora un campione in grado di fare la differenza, il valore aggiunto della squadra nella quale gioca, se non può esserlo a Manchester chiederà di diventarlo altrove.  Da escludere le ipotesi Paris Saint-Germain, che aveva pensato a lui la scorsa estate prima di prendere Messi, così come il ritorno al Real Madrid e il trasferimento al Valencia, club dove il suo agente Mendes ha messo le radici, secondo indiscrezioni restano in piedi le opzioni Roma di José Mourinho e Sporting Lisbona, club dove è cresciuto, che ha chiuso l'ultimo campionato alle spalle del Porto. L'ostacolo più grande è legato all'ingaggio: 25 milioni di euro netti all'anno, cifra che nessuno al momento può e vuole pagare.