Arturo Vidal ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport, a poche ore dalla gara di Champions League contro il Monaco: "Il sistema di Conte esaltava gli inserimenti dei centrocampisti, mi trovavo spesso davanti alla porta avversaria, avevo maggiore libertà in fase offensiva. Oggi là davanti c’è un trequartista alle spalle delle punte, e quindi agli interni spettano altri compiti. Il ruolo che ricopro è perfetto per le mie caratteristiche, sono nel cuore del gioco e ho più palloni da gestire. Presto, tornerò anche a segnare con continuità. Ora sto al 100%, sono al top fisicamente e mentalmente. Mi manca solo un pizzico di fortuna sotto porta, ai tifosi dico di stare tranquilli, adesso ci penso io".

SUL FINALE DI STAGIONE - "La fiducia è tanta, vogliamo prenderci il massimo, siamo maturi per puntare e arrivare in fondo ovunque. Il gruppo ha fame. La Champions non è semplice, ma ormai siamo lì: per sederci al tavolo di Real Madrid, Bayern Monaco e Barcellona dobbiamo vincerla. Credo che possiamo già essere considerati tra le prime quattro squadre del mondo e una volta che sei in semifinale tutto può succedere". 

SUL MONACO - "Merita grande rispetto. È forte, tatticamente preparata e pericolosissima in contropiede. I francesi ripartono veloci e sanno fare parecchio male, basta vedere il trattamento riservato all’Arsenal, ci vorrà concentrazione e pazienza".

SU CONTE E ALLEGRI - "Con Conte ho lavorato tre anni, mi ha fatto diventare un giocatore vero, completo, mi ha cambiato la testa. Allegri è molto diverso, lo conosco da poco, però mi piace il suo amore per il bel gioco. Preferisce ritmi più lenti, punta molto sulla tecnica e dà grande spazio alle qualità dei giocatori di cui dispone". 
SUL FUTURO - "Qui da voi ho fatto il salto di qualità, sono maturato. Non sento la necessità di andare in altre realtà. Io vivo il presente e fare certe promesse non ha senso. Il futuro non lo conosce nessuno, ma se dovessi decidere ora resterei anche fino a 40 anni. Sto bene e sta bene anche la mia famiglia a Torino".

SUL CILE - "Spero di completare la più bella stagione della mia vita col club e con la mia nazionale. Ci giochiamo la vita, il mio Paese non ha mai vinto un torneo importante e mai abbiamo avuto un Cile così tanto forte: un mix perfetto di gioventù ed esperienza, soprattutto tanta qualità tecnica. Al Mondiale sono convinto che una volta eliminato il Brasile, saremmo arrivati in fondo".

HA RISCHIATO SERIAMENTE - "Il finale della scorsa stagione è stato maledetto, il mio rendimento calò molto. A livello personale finì male con Juve e nazionale cilena, adesso ho una grande occasione di riscatto. So che il popolo bianconero si aspetta molto da me, ma è sempre stato così, e non è un problema, l'operazione dell'anno scorso mi ha condizionato molto ma rifarei tutto negli stessi tempi. Purtroppo dovendo recuperare con tanta velocità, ho seriamente rischiato di farmi male in modo anche irreparabile. La mia è stata una scelta d’amore nei confronti della Juve. Non potevo lasciare la squadra prima della semifinale di Europa League con il Benfica. Mi sono giocato il Mondiale e pure buona parte dell’attuale stagione, però ho deciso con il cuore, amo la Juve, sono fatto così. E devo dire grazie anche al ct Sampaoli, che mi ha aspettato. Un altro non lo avrebbe fatto. Le critiche spesso sono state ingiuste, ho giocato in condizioni fisiche disastrose, solo io e i dottori lo sappiamo. Ma se c’è bisogno di me non mi tiro certo indietro, mai. Non ho nulla da rimproverarmi a livello professionale, ho sempre dato il mille per cento in campo, a prescindere da come stavo".