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Compie oggi 22 anni Khouma El Babacar, un età importante, fondamentale, che fa da spartiacque alla vita di un calciatore fra il periodo giovanile ed il pallone degli adulti. Da oggi definire il classe ’93 di Thies un elemento una speranza per il futuro significherebbe non guardare la carta d’identità di un ragazzo che ormai dovrebbe avere tutti gli elementi per sfondare nel calcio che conta. Eppure ci sono segnali sempre più preoccupanti riguardanti il numero 30 gigliato che portano ad una mancata sicurezza in termini di affidabilità sull’ex attaccante anche di Padova e Racing Santander. Dopo finalmente un inizio promettente di stagione, con il proprio tecnico Vincenzo Montella che la scorsa estate ne ha impedito a tutti i costi la cessione, già apparecchiata dalla parte operativa della società, in Germania; sempre l’allenatore gigliato, approfittando anche di un infortunio, l’ennesimo, di Mario Gomez, lo ha imposto come titolare nella sua Fiorentina, confermandolo anche dopo partite non sempre brillanti.
Babacar però sembra aver iniziato a sbocciare, diventando in poco tempo non solo il capocannoniere della squadra, con cinque reti in poco piu’ di una decina di gare, non tutte giocate per gli interi 90 minuti, ma comportandosi da professionista esemplare e calciatore copertina della Fiorentina che provava a farsi nuovamente strada ad alti livelli fra campionato, Europa League e Coppa Italia. Se a questo si aggiungevano le sue dichiarazioni d’amore per la città che lo aveva adottato da ormai otto anni, e le parole al miele dei compagni, sembrava che per il senegalese ex stella del settore giovanile gigliato il futuro si sarebbe tinto assolutamente di viola per ancora lungo tempo.

Poi però i mesi freddi, con Mino Raiola, potente procuratore del calcio che ha iniziato a parlare come fosse il suo procuratore, equivoci sulla gestione del suo cartellino, un rinnovo di contratto con la Fiorentina, attuale scadenza giugno 2016, sempre di più posticipato, qualche panchina ed infortunio di troppo che ne hanno ridotto assai l’utilizzo. Da non dimenticare l’auto sequestrata in una notte di quasi un mezzo fa, ad un orario non consono, il rigore fallito con il Torino due giorni dopo, ed un indolenza in campo evidente contro l’Inter, e nella fase di riscaldamento ed utilizzo nel quarto d’ora finale contro la Roma nell’andata degli ottavi di finale di Europa League. Che sia tornato il vecchio Baba, quello dai ‘mezzi tecnici illimitati’ come lo definì Prandelli, ma simile nella vita fuori campo all’amico Mario Balotelli?

Oggi, nel giorno del suo compleanno, e'giusto fare un appello ad un ragazzo che Novellino ha plasmato e rieducato la passata stagione, e sui cui la Fiorentina e tutti i tifosi viola vorrebbero puntare per il domani: ci dica cosa vuole fare davvero da grande. A guardarlo negli occhi Baba è l’amico che vorresti sempre avere, la generosità fatta persona ma anche l’attaccante che sogni nella tua linea offensiva, perché ha colpi unici. Solo che il tempo delle promesse è finito, ed è ora di diventare grandi davvero. Un’altra persona compirebbe gli anni oggi: Stefano Borgonovo. Sarebbero bastate due parole di Borgo gol al suo successore in maglia viola, forse per raddrizzare la testa ad un ragazzo non ancora divenuto uomo. Tutta Firenze ha voglia di innamorarsi di uno come Billy, come lo soprannominano gli amici veri, non i falchi che spesso gli hanno ronzato e gli ronzano intorno, per approfittare della sua generosità. Auguri Baba, il futuro può essere ancora tuo, ma basta errori perché il tempo dell’infanzia è finito, e deve iniziare quello dei fatti, delle responsabilità e delle decisioni prese con la propria testa, senza ulteriori passi indietro.