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La presenza in città di Giuseppe Rossi si sente, e ha un effetto di placebo alla lunga sosta di campionato che ha interrotto le tre vittorie consecutive della Fiorentina e il clima di entusiasmo intorno ad una squadra che, poco più di un anno fa, era sull'orlo di una crisi tecnica e in piena emergenza dirigenziale, con la mancata conferma dell'allora plenipotenziario Pantaleo Corvino. L'arrivo di Pepito all'aereoporto di Firenze ha scatenato la gioia dei tifosi, la curiosità di tanti, e soprattutto ha consentito a tanti giornalisti, abituati fino a poco tempo fa a dover scrivere - con tutto il rispetto - dei vari Lazzari, Kharja e Bolatti, e riaprire taccuini e accendere i propri microfoni per un campione degno di tal nome. 

E' proprio un bel regalo, Giuseppe Rossi: l'emblema del fatto che l'operazione più difficile, ovvero il ripristino di una certa credibilità sul mercato, Pradè e Macia l'hanno completata. All'arrivo del dirigente romano, la scorsa estate, la fila di procuratori che bussavano alla sua porta era lunga: tutti offrivano elementi che adesso bazzicano fra campi di serie B e Lega Pro. Invece oggi, con Giuseppe Rossi come 'cartolina', è la Fiorentina a poter scegliere chi è degno di giocare con lui e chi no. Grazie soprattutto alle scelte di Macia, che ha convinto gente come Borja Valero e Gonzalo Rodriguez e ha influito sugli affari Aquilani e Pizarro, oggi la squadra viola è una meta ambita da tanti (specie quei giocatori poco pagati o sottoutilizzati nei loro club). 

Le prime parole di Rossi hanno spazzato via quelle di Alessio Cerci, il quale dice di non vedere il proprio futuro a Firenze e che il suo scarso feeling con la Fiorentina è colpa dei giornalisti che hanno inventato molte storie su di lui. Una, giova ricordarlo, non è fantasia: il lancio delle chiavi ad una vigilessa affinché gli spostasse la macchina in divieto di sosta è un verbale ufficiale, che non potrà mai essere giustificabile, perché trattasi di maleducazione. Se il ragazzo di Valmontone è contento della sua avventura a Torino tanto meglio per la Fiorentina, che con la convocazione in Nazionale di Cerci vede il prezzo del suo cartellino salire. Quando dovrà essere riscattata la comproprietà, la prossima estate, la società granata dovrà pagare molto più dei 3,5 milioni di euro tirati fuori per il primo 50%.

Vedi Giuseppe Rossi e ti viene voglia di immaginarlo nelle ultime giornate con Stevan Jovetic. Premesso che occorrerà tutta la cautela del caso nel gestire fisicamente il nuovo acquisto, aver visto 'ballare' il montenegrino nel momento dell'esultanza per il gol di Cuadrado contro il Genoa ha riportato alla mente il fatto che Jo-jo ha soli 23 anni, e che è ancora un ragazzino, con le sue incertezze e le sue paure. Chi lo conosce racconta ancora oggi le ore che passa alla playstation a casa di Savic, e le mangiate che si fa quando la mamma lo raggiunge a Firenze. Se fossimo suoi amici ci verrebbe voglia di avvicinarlo e dirgli: 'Ma dove vuoi andare la prossima estate? Questo spogliatoio fatto di ragazzi per bene dove lo ritrovi, con i tuoi amici Ljajic, Tomovic e Savic? Vale la pena di ascoltare il tuo procuratore Fali Ramadani, che vuole solo farti guadagnare di più, anziché restare dove non sei re per una sola notte?'. Chissà che a convincerlo a rimanere in viola non pensi lo stesso Giuseppe Rossi. Un'opera per cui quest'ultimo non è stato pagato, ma che farebbe felice lui per primo, e poi tutti i tifosi viola.