Tutto in pochi minuti: Federico Chiesa prende per mano la Fiorentina e la conduce ai quarti di finale in Coppa Italia, un obiettivo nonostante la tortuosa e complessa strada che seguirà la vittoria contro il Torino. Che la formazione di Mazzarri fosse un'avversaria ostica era preventivato, le considerazioni su fisicità e disposizione tattica erano basate su fondamenti che si sono rivisti sul campo: la gara è stata bloccata tra lampanti sussulti e attese per le decisioni del VAR, prima della doppietta che ha chiuso i conti.

La prima di Muriel è stata invischiata tra le maglie della difesa granata. La staffetta con Simeone è stata attuata, come da copione, e il Cholito si è involato verso la porta difendendo quel pallone con tutta la tensione dovuta alla nuova concorrenza. Quasi un moto d'orgoglio da parte dell'argentino nell'azione che ha portato allo 0-1 di Chiesa. Chiaramente il colombiano necessita di tempo, le buone cose fatte vedere a Malta sono l'anticamera della ripresa. L'attacco ha una freccia in più nell'arco ma a cambiare dovrà essere anche il modo di giocare, impagliato in soluzioni non sempre soddisfacenti. L'esordio nel nuovo anno è stato con il sorriso: un passo in avanti in Coppa Italia, una vittoria sudata in una gara per niente scontata. Chi ben comincia è a metà dell'opera: sicuramente la Fiorentina potrà affrontare con ottimismo la settimana che porterà alla partita contro la Sampdoria, scontro diretto in chiave Europa League, direzione in cui vanno le ambizioni gigliate. La domenica era iniziata con il rifiuto del consiglio d'amministrazione del West Ham di cedere Pedro Obiang, centrocampista che sembrava ormai arrivato alla Fiorentina a titolo definitivo. Al di là di strategie o difficoltà nell'arrivare all'obiettivo, quel budget - un anticipo di cassa sulle cessioni estive - sarà importante per comprendere i margini entro la fine della sessione invernale: un centrocampista, volenti o nolenti, dovrà essere acquistato per completare la rosa secondo i diktat di Pioli.