L’Europa è accantonata, l’anno di transizione è sfociato nella depressione. L’Atalanta, un modello divenuto invidiabile sotto tutti i fronti: un Presidente al seguito - quando rivedremo i Della Valle? - e una squadra che sogna, un progetto sulla funzionante e un settore giovanile che continua a sfornare. Ma, tralasciando il futile e l’ovvio, rimangono quattordici partite.

Perseguire un obiettivo è risultato troppo doloroso per la Fiorentina. Quindi, meglio concentrarsi sulla meta dichiarata di questa stagione: costruire qualcosa per il futuro, per il prossimo campionato. Spazio a coloro che potrebbero rappresentare un qualcosa, un domani. Perché già questa squadra non emoziona - e, quando lo fa, non raccoglie punti - e in più non dare una scintilla a ciò che sta attraversando sarebbe un errore madornale, che rischierebbe ancor di più di mandare allo sbaraglio la situazione.

I Della Valle devono sbrigarsi a tornare, se davvero lo vogliono. È questo il momento giusto, soprattutto per programmare. Servono la mano del padrone, una linea precisa e ferrea condita da soluzioni innovative e di rilancio. Basterà? Difficile pensarlo. Intanto, per non deprimersi ancor di più e alimentare inutili fallimentari paragoni, la Fiorentina deve uscire a testa alta da Bergamo.