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Il consiglio d'amministrazione tenutosi venerdì scorso, al di là degli auspici e delle promesse future, ha fatto chiaramente intendere come non ci sia volontà da parte dei fratelli Della Valle di immettere nella Fiorentina soldi freschi. Nessun investimento, tagli ulteriori al monte ingaggi e alle spese, e, con l'assenza fisica dei due proprietari all'importante riunione (seppur rappresentati dal presidente esecutivo Mario Cognigni), un ulteriore segnale di distacco. La Fiorentina sembra ad oggi un peso per gli imprenditori marchigiani, che vanno sicuramente ringraziati per la solidità economica che danno al loro club, ma che indirettamente paiono solo attendere, da un momento all'altro, un'offerta per vendere. Tutto lascia pensare, da almeno due anni a questa parte, ad una prolungata 'exit strategy'.

Una fuga da Firenze costosa, visto che i due hanno immesso, per arrivare nell'ultimo campionato al 13° posto, circa 35 milioni di euro, che comunque non saranno a fondo perduto, visto che sono stati solo prestati alle casse del club. E allora, con la scusa del fair play finanziario, il messaggio dato a Pradè e Macia, è quello di rifondare e rivoluzionare la Fiorentina a costo zero o quasi. Impresa assai difficile da realizzare, ma non del tutto impossibile, visto che in altre piazze, con indubbiamente meno pressioni, qualche risultato è arrivato. L'esempio è, nel passato torneo, l'abilità dimostrata dall'Udinese, che però investe tantissimo nello scouting, o l'Atalanta, che altresì può contare su una proprietà molto presente ed innovativa.

Proprio quest'ultimo fattore è il grande rammarico della maggioranza della tifoseria viola: avere proprietari tanto importanti e solidi come i Della Valle, che però non danno nessun valore aggiunto, né economico né organizzativo, alla Fiorentina. L'auspicio comunque è che, pur in un mercato fermo o quasi, anche per il difficilissimo momento del calcio (e più in generale di questo Paese), Pradè e Macia abbiano idee e spirito di iniziativa tali da accelerare il processo di rifondazione nella rosa che fra due settimane circa Vincenzo Montella inizierà ad allenare. Ecco, specialmente perché il neo tecnico gigliato possa lavorare il prima possibile con l'ossatura che caratterizzerà il prossimo campionato, è bene che i tanti acquisti che sono attesi arrivino presto.

Attraverso il gioco che ha dimostrato di saper costruire sia a Catania che nella sua breve avventura alla Roma, Montella può compiere il primo risultato importante che tutta la Fiorentina si deve porre per la prossima stagione: riconquistare la propria gente. Perché i Della Valle possono non aver più voglia di fare calcio, visto i fatti che si sono susseguiti negli ultimi 24 mesi - parlano quelli al momento, non le promesse o ciò che è stato fatto in un passato più lontano - e le prospettive delineate nell'ultimo c.d.a. lasciare oggi, ma che sia domani o fra cento anni, la proprietà gigliata deve saper uscire di scena con orgoglio e dignità.