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Dirigente ignoto (si fa per dire), voto 0: quello che a Marassi, prima di Sampdoria-Fiorentina, si rivolge a Prandelli dicendo: 'Se hai altre offerte, noi come società siamo disposti a liberarti'. Portatore di ambasciata mal riuscito. Mario Cognigni, voto 1: in un'intervista dell'estate scorsa disse che il suo sogno è permettersi, con la Cittadella, di poter regalare Ibrahimovic alla Fiorentina (e magari anche il dono dell'invisibilità). Poi in sequela convoca una conferenza stampa dalla quale esclude i giornalisti di radio, tv e siti internet (non sia mai che tutti possano porre domande). In seguito a quell'incontro dice che per i conti conviene quasi non vincere la coppa Italia, perché si rischia di pagare troppo in premio ai giocatori. Senza speranza quando dice che la stagione della Fiorentina vale fra il 7,5 e l'8. Ha promesso una squadra, l'anno prossimo, più forte di quella di quest'anno. Ci vuole poco. Diego Della Valle, voto 2: che un imprenditore come lui non abbia il coraggio di licenziare un suo allenatore per paura della reazione della piazza, e detti ad un giornalista un'intervista killer, significa che qualcosa del mondo della comunicazione gli manca. Male informato e soprattutto molto arrogante, ha preteso dal sindaco di Firenze delle scuse perché ha voluto cambiare i termini della convenzione, sacrificando un assessore allo sport. Vuoi vedere che il vero rosicone è lui? Meno feste con Alfonso Signorini e più giorni a Firenze. Berlusconizzato. Andrea Della Valle, voto 3: dimissioni misteriose, comunicati stampa che neanche i templari avrebbero scritto così criptati, interviste con giornalisti al seguito, fuori dai campini, stile professor Guido Tersilli medico della mutua. Caduta di stile con interventi radiofonici populisti. Si sta avviando sulla pessima china del fratello, con la stessa mancanza di credibilità, visto che aveva straconfermato Prandelli ('Lo vedo qui ancora molti anni' disse non più di 10 giorni fa). Per Borgonovo, più che un pupazzetto, sarebbe servito un riconoscimento diverso. Sandro Mencucci, voto 4: la gag migliore dell'anno è il commento successivo alla sentenza antidoping Mutu: 'Siamo contenti, poteva andare peggio'. Il collega amministratore delegato Cognigni due ore dopo: 'Ci aspettavamo per Mutu una sentenza molto più positiva'. Ma si parlano in sede o fanno il gioco del telefono? Ops, brutta gaffe, ricordando Calciopoli. Menomale che proprio su quest'ultimo fronte il tempo passa e la gente dimentica. Dottor Manetti, voto 5: ok, sappiamo che non è colpa sua la faccenda di Mutu e che non dipende da lui, ma prima della fine del mondo (fine 2012) possiamo farle una domanda sull'unghia incarnita di Vargas o dobbiamo attenerci sempre alle interviste sul sito ufficiale, stile Orwell 1984? Qualcosa quest'anno, forse anche per colpa del viaggio mancato a Marbella, non ha funzionato. Matteo Renzi, voto 6: di stima, anche se le sue tante promesse in campagna elettorale si stanno vanificando spesso dietro il nulla. Sulla Cittadella temiamo si sia sbilanciato troppo. Non è con gli annunci che si fa politica. Risposta migliore dell'anno a Della Valle, quando quest'ultimo pretese le scuse per l'accordo saltato sulla convenzione: 'Le devo solo ai cittadini di Firenze per le buche'. Con una mossa repentina ha sbloccato la vicenda annosa dei campini che, dipendesse da noi, intitoleremmo a Beppe Chiappella. Pantaleo Corvino, voto 7: sbaglia quando fa il permaloso per alcune domande. Sbaglia quando fa l'accentratore del settore giovanile ed impone la formazione a Buso (e non venga a dirci che non è vero). Sbaglia quando decide chi far parlare in sala stampa o di non mandare i giocatori nelle trasmissioni televisioni o per le feste dei Violaclub (perché è lui, per chi non lo sapesse, che fa certe scelte). Sbaglia quando non si fa affiancare da un direttore generale che vada in Lega a tutelare gli interessi della società. Però ci mette la faccia (anche troppo, quando va per tv locali a prendersi le telefonate dei tifosi) e ha 'coperto' alcune manchevolezze della società, tipo lo stop di Della Valle per la trattativa Giuseppe Rossi a gennaio. Ljajic grande colpo, Felipe lo sarà, ma Dainelli lo avremmo inchiodato nonostante il monte ingaggi (che non dipende da lui). Paolo Panerai, voto 8: nel silenzio ha provato a costruire la tela per ricomporre il rapporto fra Cesare Prandelli e Diego Della Valle. Il suo lavoro non è riuscito, visto che tre giorni dopo il patron ha emesso un comunicato stampa contro il suo mister, poi censurato. Lodevole per aplomb e classe in tribuna autorità. Ufficio stampa della Fiorentina, voto 9: il sito ufficiale è migliorato, i filmati pre Fiorentina-Bayern e sugli ultimi cinque anni della squadra sono delle perle (anche se manca il successo 3 a 2 sulla Juve). Gianluca Voulaz ha portato classe, competenza e soprattutto educazione (se non si fa traviare dai giornalisti che si è fatto amico, siamo da Champions); Luca Gianmarini, Alessandra Gozzini e Angelo Venturi sono certezze irrinunciabili che, spesso, si sobbarcano un lavoro indicibile. Gino Salica, voto 10: pensando al fu presidente nell'anno della C2, sovviene biecamente un'espressione democristiana: 'Si stava meglio quando si stava peggio'. Un gentleman che manca, sparito nell'oblio.