Commenta per primo
Piccola contro le grandi, grande contro le piccole. Questa era stata la Fiorentina di Italiano fino a ieri, ma il paradigma, già rovesciato in positivo con la vittoria di inizio settembre a Bergamo, stavolta è stato infranto dalla parte sbagliata, ed è arrivata una sconfitta piuttosto impronosticabile a Venezia. Adesso la classifica dice 4 vittorie e 4 sconfitte, perfetto equilibrio anche nel rispettare o meno i pronostici: tre sconfitte e una vittoria contro squadre sulla carta superiori, tre vittorie e una sconfitta di fronte a formazioni di livello inferiore o comunque alla portata. Solo che l’ultima, la più fresca, è proprio la partita più negativa delle otto giocate fino ad ora.
 
COME ITALIA-MAROCCO – Ve lo ricordate il leggendario match Italia-Marocco in Tre uomini e una gamba? Alla fine, Aldo Giovanni e Giacomo commentano le loro prodezze, prima che il comico siciliano riporti tutti sulla terra ricordando che sì, tutto bello, “ma intanto come abbiamo fatto a perdere 10-3?” Ecco, qui il passivo è misero – il Venezia ha vinto di corto muso – ma il concetto è lo stesso. Italiano nel post gara ha sbandierato un dominio che in pochi hanno visto, specie dopo il gol subito. Bene il gioco (in realtà nemmeno troppo), bene la costruzione dal basso e bene gli strappi di Sottil, ma intanto come abbiamo fatto a perdere 1-0? Anche Iachini era solito insistere sugli aspetti positivi, l’augurio all’attuale tecnico è di non fare la stessa fine. La sconfitta arrivata contro un avversario sfavorito apre un nuovo fronte e si somma a quella col Napoli, diversa nei contenuti e nel blasone dell’avversaria. Dove trovare adesso nuovo carburante?
 
GUARDIAMO IN FACCIA LA REALTA’ – Bisogna essere equilibrati: questa rosa non era da Champions dopo l’Atalanta e non è da 13esimo posto dopo il Venezia. Può essere ancora l’ottava sorella, tanto più che gli ottavi e i diciassettesimi accedono allo stesso numero di coppe europee: zero. Ma per insidiare davvero il settimo posto manca qualcosa. Cosa? Risponde indirettamente Italiano: “Dagli esterni voglio anche i gol, non si può dipendere solo da Vlahovic”. Gli esterni hanno fatto, in quattro, tre gol in otto partite. Troppo poco, anche e soprattutto considerando che sono arrivate anche due espulsioni (Gonzalez e Sottil), problemi fisici (Saponara) e problemi di incidenza (Callejon, l’unico a zero gol). E dipendere da Vlahovic? Uno che ha i giorni contati a Firenze. No, serve mettere mano all’organico il più presto possibile, cioè fra più di due mesi. Campa cavallo
 
INEVITABILE – C’erano forse dubbi? Qualche insulto Vlahovic se lo prenderà sempre, da qui a quando se ne andrà via. Impossibile chiedere ai tifosi più viscerali di non esternare il proprio disappunto dopo una sconfitta come quella di ieri; ottima invece la difesa al compagno di Venuti, che si dimostra sempre uno dei capitani di questa squadra, pur non giocando per via della maggiore spinta offerta dai suoi concorrenti. Ma dicevamo di Vlahovic: chissà se quel sinistro estemporaneo nel finale fosse entrato in porta, invece che sibilare alla destra di Romero oltre l’incrocio… probabilmente sarebbe stata pace fatta. Invece no, e al momento il problema della Fiorentina, più di un Kokorin da Chi l’ha visto, più dell’assenza del quinto esterno, più della ricerca di un’identità e del ritrovamento delle sorelle perdute da tempo, è questo: Vlahovic deve segnare, possibilmente su azione e possibilmente un gol decisivo. Solo così si potrà arrivare a gennaio senza le ossa rotte dopo un avvio sfavillante. E affrontare il Cagliari adesso, dopo che ha ottenuto il primo, liberatorio successo in stagione, non è l’ideale…