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Puo’ essere la soluzione al problema, il problema stessa? Nessun quiz di fisica quantistica ma solo la domanda che viene da porsi, una delle tante, ma forse lo snodo centrale, al termine dell’ennesima gara casalinga chiusa senza fare gol e soprattutto senza vittoria finale. L’ultima è data 5 aprile di quest’anno. La soluzione ed il problema rispondono al nome di Borja Valero. Il nome ed il simbolo della squadra champagne, tutta possesso palla e gioco attivo della prima stagione, sta pagando dalla primavera scorsa una inflessione nel rendimento e nella condizione fisica che portano a delle inevitabili ripercussioni anche nella manovra della Fiorentina che, Vincenzo Montella non è ancora riuscito a riportare su canoni diversi ma ugualmente soddisfacenti dei primi 18 mesi della sua gestione.

Al bando gli alibi degli infortuni, importanti, gravi, ma da mettere in conto, perché se un c.t. decideva di portare i vari Insigne, Cassano ed Immobile, ed altri giocatori rivelatesi deludenti al Mondiale, voleva dire che Pepito difficilmente offriva garanzie tali da fare il viaggio in Brasile, e Mario Gomez è reduce da quasi un anno di stop, quindi facilmente soggetto alle ricadute; e alla sfortuna, i pali e la sfortuna sotto rete ci sono anche per gli altri, vedi l’Atalanta domenica scorsa, e qualcuno potrebbe dire che è soprattutto frutto dell’imprecisione degli attaccanti o di chi si ritrova sottoporta; sara’ pur vero come dice Montella che qualcuno a Firenze si è montato la testa e vorrebbe sempre veder vincere la Fiorentina tre a zero, ma c’è anche chi si accontenterebbe del ritorno ad un successo in casa, a 90 minuti di bel gioco filati, e soprattutto a prestazioni da circoletto rosso, tali da portare i top club europei a fiondarsi sui migliori giocatori gigliati.
Perché è vera la teoria che la società gigliata ha trattenuto a forza Cuadrado nell’ultimo calciomercato, ma è anche vero che il colombiano è tutto fuorche’ ancora un campione, definizione che va assegnata a chi decide le partite importanti da solo, specie quelle di un certo spessore. Il classe ’88 di Necocli’ sta diventando sempre di piu’ un perfetto solista e se gioca così, è perché nessuno ha ancora creato un’alternativa al gioco orizzontale e al possesso palla. Certo, Montella ha dovuto buttar via gran parte di cio’ che aveva studiato durante l’estate ma il tempo del pre campionato, usato in queste prime quattro giornate, è scaduto. La Fiorentina sta perdendo troppo terreno ed anche il mister gigliato è chiamato a dimostrare quanto si dice di buono della sua capacità di fare calcio e saper mutare le situazioni. Stanno cambiando le gerarchie in campo e nello spogliatoio. La fascia di capitano è sempre di piu’ sul braccio di Borja Valero (proprio sicuri di volerla affidare ad uno che ha avuto qualche problema recente con gli arbitri, ovvero a chi potrebbe essere intimorito al dialogo con le giacchette nere?) e sulla linea mediana Pizarro è alla seconda panchina di fila, e non gioca il suo alter ego, Badelj, ma Aquilani. Tutto si trasforma nell’universo, tranne l’andazzo di risultati da troppo tempo intrapreso. Non è qualcuno si è illuso che le vittorie in tournèe con Brillante e compagnia fossero la panacea al malgioco che da troppo si vede al ‘Franchi’ di Firenze? Certi che Montella ed i Della Valle in primis, persone dall’ego smisurato, sapranno trovare presto i giusti rimedi.