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Hanno fatto di tutto per metterlo in difficoltà. Aveva chiesto di lavorare anche nei giorni successivi all'ultimo turno di campionato del 2011, ma i giocatori viola si erano rifiutati. Aveva suggerito alla società di organizzare un paio di test probanti su di un campo sintetico, contro formazioni di valore, prima della ripresa del campionato, e invece ha ottenuto una 'misera' partitella amichevole contro la squadra dilettantistica dell'Audace Legnaia. Aveva sollecitato la società ad investimenti celeri sul mercato, in modo da poterci lavorare nel periodo della sosta natalizia, e invece ha dovuto rinunciare - anche con il suo assenso - ad Alberto Gilardino. Tutto sembrava avverso alla Fiorentina, alla vigilia del match contro Novara; persino il clima che si registrava in città, uno di quei venti contrari che trovi in queste giornate di inverno inoltrato. E invece lui, Delio Rossi, abituato ad affrontare burrasche ben peggiori nella sua carriera da tecnico, ha 'lavorato, lavorato e lavorato', dogma che usa come stella polare, invece di chiacchierare, alzare la voce e lamentarsi.

Ce n'ha messo Firenze per far capire alla società che l'allenatore precedente non solo non era capace di dialogare con la città, ma in confronto al tecnico riminese era... un apprendista. E' bastato guardare l'abnegazione, lo spirito e la voglia di lottare messa in campo dalla Fiorentina ieri, per capire che occorreva un uomo dello spessore umano e tecnico di Delio Rossi per provare ad invertire la tendenza. Senza attaccanti veri e con troppe incertezze intorno a sé, a Novara il mister gigliato ha messo in campo una squadra vera, come da troppo tempo non si vedeva, dando un'anima nuova alla sua formazione, che presto, se riceverà l'aiuto che merita, potrà tornare a far sognare i suoi tifosi. Una squadra giovane come non mai, ma capace di tirare fuori il meglio, trascinata dagli unici veri uomini dello spogliatoio viola: Stevan Jovetic, ultimo fuoriclasse autentico del gruppo, e Riccardo Montolivo, quello che per la maggioranza dei tifosi è un reietto e meriterebbe solo di andare in tribuna, e che invece è ancora il vero capitano della squadra, nonostante sia stato delegittimato dalla società solo per aver detto la verità. Perché è innegabile che quelle parole, rilette oggi, sembrano tristemente vere.

La Fiorentina è abbandonata dai suoi proprietari. Diego Della Valle, indispettito anche dalle promesse non mantenute dall'amministrazione cittadina al momento dell'acquisto del club, parla di calcio solo quando è interpellato su Calciopoli. Il patron Andrea, non avendo neanche il carisma e l'autorità del fratello, non solo non si fa vedere in città da quasi un mese, ma ha di fatto consegnato la società in mano a ragionieri contabili, amministratori delegati, e ad un direttore sportivo delegittimato più volte nell’ultimo anno, e senza contratto. Aggiungete il depauperamento tecnico - non ultima la cessione di Gilardino, con o senza 'luce negli occhi' -, e si capisce perché la Fiorentina ha un solo uomo al comando: Delio Rossi. Una persona che andrebbe aiutata. E speriamo che la vittoria contro il Novara non induca qualcuno a sottovalutare le carenze strutturali, soprattutto offensive, di una squadra che va assolutamente rinforzata, con gente che oltre a già conoscere il nostro campionato - basta con le scommesse straniere - abbia qualità e voglia di lottare per i colori viola. Perché Delio Rossi è un grande tecnico ma, senza attaccanti veri, non può certo fare - come dice lui - il 'Padre Pio'.