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Da Pradè a Corvino, sicuramente qualcosa è destinato a cambiare in Fiorentina, anche perché il Corvo è un accentratore, mentre il dirigente romano è sempre stato abituato a lavorare in equipe. Ma sinceramente queste sono questioni di lana caprina davanti alla questione principale: quale sarà la politica sulla squadra tenuta dalla proprietà? Ci sarà un rilancio o, come tutto lascia presagire, si continuerà con l'autofinanziamento e Corvino dovrà crearsi un budget con le vendite?
Per inciso, Corvino ci è già passato tra le maglie dell'autofinanziamento e il risultato, purtroppo per la Fiorentina, è stato un bagno di sangue, economico e tecnico. La prima stagione dove l'autofinanziamento fu varato ufficialmente è la 2011/12 e l'anno solare 2011 fu chiuso dalla Fiorentina con una perdita di 32 milioni di euro e con una squadra, condotta da Mihajlovic, che annaspava a metà classifica. L'anno dopo, sempre con Corvino ds, andò pure peggio, visto che i viola rischiarono seriamente di retrocedere in B, salvandosi veramente all'ultimo tuffo e in maniera molto rocambolesca. 
Come direttore sportivo Corvino ha certamente dei grossi pregi, ma con la tagliola degli zero euro di budget di partenza può andare in difficoltà. Ci auguriamo che tra le condizioni che ha contrattato per il suo ritorno in società, ci sia pure quella di avere a disposizione almeno un gruzzoletto, altrimenti questa sua seconda era a Firenze partirà sicuramente con un grosso handicap.