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Dopo l’espulsione di Bartlomiej Dragowski contro la Roma alla prima giornata, la preoccupazione per la gara successiva era poca: Pietro Terracciano è sempre stato un portiere affidabile e ha sempre risposto presente quando è stato chiamato in causa in questi anni. Il Torino, a Firenze, non lo ha praticamente mai sollecitato, e a Bergamo tutti si aspettavano il ritorno del nazionale polacco tra i pali. Invece Italiano ha confermato l’italiano (perdonerete il gioco di parole). A sorpresa? Sì, ma a pensarci bene non così tanto.
 
IL PRECEDENTE – L’anno scorso il portiere titolare dello Spezia doveva essere Jeroen Zoet, proveniente dal campionato olandese, che però si infortunò e lasciò il posto a Provedel ben oltre al tempo che gli fu necessario per rientrare a disposizione. Questo vuol dire che Italiano tiene in grande considerazione anche gli elementi di rincalzo, e quando in loro vede delle garanzie li premia senza remore. L’indisponibilità di Dragowski ha seguito gli impegni con le nazionali, e il polacco è rientrato a due giorni dalla partita contro l’Atalanta: la logica del tecnico siciliano ha imposto di premiare chi ha lavorato con lui per tutta la sosta. Adesso però la domanda si fa spazio: chi gioca da ora in poi, alla luce delle ampie garanzie offerte da Terracciano, con le mani e con i piedi?
 
ANNOSA QUESTIONE – Quando Gattuso doveva essere il nuovo allenatore della Fiorentina, si faceva un gran parlare dell’inadeguatezza di Dragowski al suo modo di intendere il ruolo del portiere, molto coinvolto nella costruzione del gioco a partire dal basso, tanto che il nome di Ospina del Napoli è circolato in orbita viola per qualche giorno. Niente di tutto ciò, perché il matrimonio con Ringhio è durato come un gatto in tangenziale, e Italiano non ha avuto richieste particolari per quel che riguarda il portiere. Già a partire dal ritiro, però, abbiamo visto spesso Terracciano in campo, anche per via di alcune noie fisiche per Dragowski. Il portiere di riserva gioca meglio con i piedi e non ha nulla da invidiare al collega quando si tratta di parare. Ai punti, sembrerebbe quasi semplice designare l'estremo difensore della Fiorentina.
 
RISCHIO – Eppure far svalutare Dragowski è un lusso che la Fiorentina difficilmente si permetterà. Ci sono già state per il barbuto portiere delle offerte importanti da Inghilterra e Germania, oltre a un presunto interessamento dell’Atalanta, e l’età (24 anni) gioca un ruolo importante nella valutazione complessiva del giocatore. Da Terracciano (31), per quanto possa essere una sicurezza, la Fiorentina non incasserà mai quanto potrebbe mettere a bilancio da una futura cessione di Dragowski. E allora sì, avrebbe una soluzione già pronta in casa, in attesa di aprire un nuovo ciclo. Quindi la sensazione è che le gerarchie in porta rimarranno invariate a partire da sabato contro il Genoa, anche se tenere in panchina questo Terracciano, ora come ora, pare un delitto.