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La Fiorentina esce a testa altissima dalla sfida contro il Milan, sulla carta decisamente proibitiva per i ragazzi di Iachini, che nuovamente hanno sorpreso tutti per testa e cuore, capaci di rendere possibile una mini impresa, quella di strappare un punto ad i rossoneri dopo essere passati in svantaggio sia in punteggio che in numero, dopo l’espulsione di Dalbert. Dopo il rosso al brasiliano, infatti, la Fiorentina ha trovato energie che non sapeva di avere, riuscendo a ribaltare le sorti di una gara che sembrava decisamente compromessa.

ARBITRAGGIO - Anche in questa occasione l’arbitro diventa protagonista, suo malgrado, e al centro di mille polemiche. La partita è stata vivace e fisica, e alcuni episodi sono risultati determinanti, come il gol annullato a Ibrahimovic per un tocco di mano e il rigore concesso alla Fiorentina per l’intervento di Romagnoli su Cutrone. Soprattutto il penalty che ha regalato il pareggio ai viola ha sollevato molti dubbi, con il capitano del Milan che sembra sfiorare il pallone, concesso comunque dopo la revisione del Var. Anche il tecnico dei rossoneri Pioli, però, ha ribadito come il grande errore sia dei rossoneri, sciolti come neve al sole negli ultimi 15 minuti, mostrando il fianco alla Fiorentina che ha potuto approfittarne e andare addirittura vicina alla vittoria.
CUTRONE - Il volto della voglia e della grinta della Fiorentina è sicuramente quello di Patrick Cutrone, subentrato al posto di Castrovilli per scuotere la viola, capace di guadagnarsi un rigore e mettere in mezzo un pallone pericolosissimo, che ha chiamato Bagovic al miracolo su Caceres, che avrebbe potuto portare la viola in vantaggio. L’ex dal dente avvelenato non si è risparmiato in niente, dall’esultanza alla grinta contro i suoi vecchi compagni, scatenando l’ira dei rossoneri, ed iniziando a trovare uno spazio importante nel cuore dei sostenitori viola. Questo punto sofferto vale come oro per la crescita della Fiorentina, che l’ha meritato sul campo, lasciando poco spazio a chi si è appigliato all’arbitraggio per coprire gravi lacune mostrate sul campo.