Un lungo percorso, iniziato quattro anni fa, che terminerà dopo il Mondiale, il prossimo luglio. Indipendentemente da quello che sarà il risultato in Brasile. Aberto Zaccheroni e il Giappone si saluteranno la prossima estate, si metteranno alle spalle un rapporto intenso, ricco di soddisfazioni, di successi ma anche di tante, troppe critiche, nella maggior parte dei casi immeritate. L'ex tecnico di Inter, Milan e Juventus,nel 2010 è stato scelto per far crescere la cultura calcistica nel Paese e per dare un'identità alla nazionale, con il passare del tempo gli sono stati chiesti risultati, bel gioco e di competere con le big del mondo. 

Nell'ultimo anno non sono mancati passi falsi, come i ko in amichevole contro Bulgaria, Guatemala e Serbia, ma da ct del Giappone Zaccheroni ha fatto soprattutto cose positive, centrando tutti gli obiettivi prefissati: ha vinto la Coppa d'Asia del 2011, la Coppa dell'Asia orientale 2013 ed è stato l'artefice della conquista, prima di qualsiasi altra nazionale, del pass per il Mondiale brasiliano. Ha valorizzato giocatori come Nagatomo, Kagawa, Honda e Endo, lanciato giovani come Kiyotake, Kakitani, Gotoku Sakai e Yoshida e con lui il Giappone è arrivato a giocarsela con tutti, come dimostrato nell'ultima Confederations Cup.

A luglio finirà tutto, la panchina dei Blue Samurai potrebbe essere affidata all'attuale tecnico del Vegalta Sendai Makoto Teguramori, per Zaccheroni è previsto il rientro in Italia, dove potrebbe stare per esserci una nuova sfida ad attenderlo. La FIGC infatti ha preso in considerazione il suo nome per il dopo Prandelli, insieme a quello Massimiliano Allegri, in uscita dal Milan