Due perle di Zaniolo hanno fatto sognare il popolo romanista, ma il Porto, squadra scorbutica e tecnica, è riuscito a segnare il gol che vale doppio rimandando al match di ritorno. La Roma con sette italiani ha comunque offerto una prova eccellente superando un ostacolo che non era mai riuscita a scalare. Una specie di bestia nera che ha schierato sette brasiliani. A conti fatti, almeno per ora, i sette italiani hanno fatto meglio dei sette brasiliani. E tra quei sette italiani ce n’è uno che sembra un predestinato: Nicolò Zaniolo.

Dal pecorino romano all’udienza papale, il presidente del Porto, Pinto da Costa, non si è fatto mancare nulla sorvolando sul battibecco, se così si può definire, intercorso tra il suo tecnico, Sergio Conceiçao, e Francesco Totti. Una polemica di panna montata tra l’ex giocatore della Lazio e l’ex capitano della Roma, utile solo a scaldare una vigilia altrimenti tranquilla. Il Porto ha dovuto comunque rinunciare al suo cannoniere principe, Marega, ma non ha ripudiato per questo il 4-3-3 che fa parte del dna portoghese.

Di Francesco ha invece dovuto lasciare a riposo ancora una volta Olsen consegnando le chiavi della porta a Mirante che forse sarebbe caduto dal letto se gli avessero predetto due presenze in Champions League (l’altra con il Viktoria Plzen) a 35 anni. Avendo come dirimpettaio un signore trentasettenne di nome Casillas che di partite in Champions ne ha gioate 174. Fuori combattimento per l’ennesima volta Karsdorp (trentunesimo infortunio muscolare a Trigoria sarà il caso di chiamare un medico o un esorcista) Florenzi è tornato al suo posto.

Il primo tempo è stato giocato con estrema prudenza con un equilibrio rotto soltanto al minuto 37 quando Fazio si è buttato in avanti pescando con un assist prezioso Dzeko che ha controllato con il sinistro, ha mandato al cinema il suo diretto avversario e con il destro ha battuto a colpo sicuro. Il pallone, forse toccato da Casillas, ha colpito il palo. Il Porto aveva avuto una sola occasione degna di questo nome quando un errore di Fazio aveva liberato al tiro Fernandez: parata tranquilla di Mirante.

Di Francesco ha richiamato continuamente il pressing ma il Porto non è stato da meno. Herrera è stato il padrone assoluto del centrocampo giustificando l’interesse del mercato per il capitano della nazionale messicana, davvero bravo, al di là dell’ammonizione ricevuta per un fallaccio su De Rossi.
Nel secondo tempo le squadre si sono fatalmente allungate, la tensione è salita e lo stadio si è acceso. Danilo ha avuto l’occasione per fare saltare il banco ma il suo colpo di testa ha sfiorato il palo alla sinistra di Mirante. Poi  è arrivata la magica doppietta di Zaniolo. Il primo gol di destro su suggerimento di Dzeko, il secondo avventandosi sul pallone respinto dal palo dopo un numero straordinario di Dzeko.

La Roma si è sentita in porto (pardon) ma la buona sorte si è accompagnata ai portoghesi che hanno trovato il gol della vita da un rimpallo che ha favorito Lopez. Il gigantesco Herrera ha fatto tremare Mirante con un sinistro diabolico passato a due centimetri dal palo. A Oporto sarà dura ma Zaniolo gioca nella Roma.


IL TABELLINO
Roma-Porto 2-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 25’st e 30’st Zaniolo, 33’st Lopez
Assist: 25’st Dzeko, 33’st Otavio 

Roma (4-3-3): Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi, Pellegrini (37’st Nzonzi); Zaniolo (42’st Santon), Dzeko, El Shaarawy (45’st Kluivert). All.: Di Francesco.

Porto (4-3-3): Casillas; Éder Militão, Felipe, Pepe, Alex Telles; Herrera, Danilo Pereira, Otávio (41’st′ Hernâni);Fernando Andrade (36’st Andre Pereira), Tiquinho Soares, Brahimi (24’st Lopez). All.: Conceiçao.

Arbitro: Makkelie

Ammoniti: 29’st Herrera, 43’st El Shaarawy