Zaniolo, celebrato, giovane talento del calcio italiano, avendo appreso che la madre è stata scippata a Roma, ha postato una dichiarazione giustamente risentita contro gli ignoti autori di tale atto. Il giocatore ricorda che prima di questo scippo la madre aveva, sempre nella Capitale, subito il furto dell’auto e conclude: “poi non lamentatevi!”.

Di che? Del fatto che gli autori, se scoperti verranno puniti? Pleonastico. Oppure a “non lamentarsi“ dovrebbero essere i tifosi della Roma se lui dovesse emigrare in altra squadra? La dichiarazione sembra essere quasi la scusa per un addio non scelto, ma imposto da un ambiente ostile. Ma a Milano o a Torino gli scippi non avvengono? E cosa c’entrano la Roma o i suoi tifosi? Furti, effrazioni e purtroppo violenze sono stati perpetrati nei confronti di molti calciatori in molte altre città. 

A Napoli, avveniva almeno ogni anno, che un giocatore subisse un furto. Diciamo che può toccare anche a loro, come ad una persona qualsiasi. E’ comprensibile la rabbia di Zaniolo, ma, a meno che non si rivolga a qualcuno in particolare, il suo messaggio, alla fine, ha il suono di una minaccia. È comprensibile la sua rabbia. Un po’ meno che lasci intravedere un secondo fine. Che si senta anche un odore, nemmeno leggero, di calcolo.