Commenta per primo

di Ivan Zazzaroni
http://zazza.blog.deejay.it/

Il ripensamento spiazzante di Silvio (“su Pato ho deciso io”), la fedeltà imbarazzata del Papero, l’aziendalismo di Galliani, la prospettiva Carlitos, il rinnovo strategico di Allegri: il giorno dopo (un derby perso) hanno un altro sapore. Chiedo scusa ai tifosi (oramai lo fanno tutti, da Abate a Reja, e allora lo faccio anch’io) se per una settimana ho continuato a ripetere che fra Tevez e Pato – oggi – non c’è gara e che il cuore e la carta sono una cosa e l’erba un’altra. Mi è stato spiegato che l’argentino è vecchio e rompipalle: a 28 anni e con 43 gol in 69 partite? Sopportabile.
 
Questo Milan ha bisogno di un attaccante di cattiveria, un altro maldido molto produttivo, e Tevez lo è. Avendo ridotto la qualità del centrocampo a favore della protezione (ieri Van Bommel-Boateng-Emanuelson- Nocerino) Allegri ha spostato il punto di forza più avanti, dalle parti di Ibra, e per questo ora gli serve un “doppia cifra”. Tevez, insomma – e la questione non è ancora chiusa.
 
E’ tornata in corsa l’Inter di Mister Derby, proprio come quella di Leonardo un anno fa. Ranieri ha fatto la cosa più semplice, la più antica: ha atteso l’avversario che ama entrare negli spazi, lo ha innervosito e, sugli errori, colpito a morte. Due gol, con quello regolare annullato a Motta, e una topica di Alvarez.
 
PS. Samuel e Zanetti li pensionerei a 70 anni.