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Dentro Steven Zhang, fuori Ivan Gazidis. Dentro l’Inter, fuori il Milan. Il passaggio di consegne nel board dell’Eca, l’associazione che riunisce i club europei, non è una semplice questione burocratica, dovuta all'esclusione dei rossoneri dalle coppe. Somiglia, in tutto e per tutto, a un momento di svolta nel percorso dei due club milanesi. Uno cresce, l’altro svanisce.

Inter e Milan stanno lavorando assieme per costruire il nuovo stadio. Entrambe le società guardano al futuro, progettando un domani migliore. Ma la sensazione, chiara e netta, è che una delle due - quella nerazzurra - sia decisamente più avanti.

Decisamente superiori sono gli investimenti dell’Inter sulla squadra, evidente è la differenza tecnica tra le due realtà. Mentre il Milan porta a casa qualche ragazzo sperando nella sua esplosione, e pagandolo magari a caro prezzo, i rivali-alleati prendono Lukaku e Sanchez più un’altra manciata di ottimi giocatori, non esitano a mettere fuori squadra un centravanti che vale quasi cento milioni, ingaggiano un allenatore che ne guadagna undici netti a stagione (e ne licenziano uno che ne prende comunque cinque).

L’Inter è su un pianeta, il Milan su un altro. Non a caso i nerazzurri sono in Champions, i rossoneri fuori dalle coppe. E, di conseguenza, Zhang entra nel board dell’Eca al posto di Gazidis. La differenza la fa soprattutto la proprietà: il magnate cinese vuole trasformare la propria creatura in qualcosa di grande, il fondo americano cerca di sistemare i conti per massimizzare la cessione del club nel medio termine.

Poi faranno anche lo stadio assieme. Ma nella nuova casa un’inquilina avrà l’attico, l’altra il seminterrato.

@steagresti