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Due anni fa Zinedine Zidane era a un passo o anche meno dal raccogliere l'eredità di Max Allegri alla Juve. La prima scelta di Andrea Agnelli era sempre stata lui, poi il fallimento delle gestioni Lopetegui e Solari hanno convinto Florentino Perez a fargli un'offerta economica clamorosamente allettante, impossibile da rifiutare. E Zizou, infatti, non ha potuto rifiutarla. Comunicando subito ad Agnelli che non poteva più portare avanti il progetto del suo passaggio in bianconero, ringraziando per l'offerta e dando appuntamento a un futuro magari non troppo lontano. Cosa è successo dopo poi è storia: in assenza di un'alternativa alla Zizou, secondo Agnelli sarebbe stato meglio continuare con Allegri, ha prevalso poi la linea della coppia Nedved-Paratici di cambiare comunque, è arrivato Sarri, è arrivato Pirlo. Che difficilmente riuscirà a restare in sella anche in vista della prossima stagione, anche se certezze non ce ne sono per nessuno in questa burrascosa fase in casa Juve: rischia Agnelli, rischiano Nedved e Paratici, rischia a maggior ragione Pirlo. Ma il suo successore chi lo sceglie? A oggi, la risposta per quanto meno scontata del solito, non può che essere: la dirigenza, che se cambia non è detto che cambi subito, in accordo con la proprietà, che è la stessa da cento anni. E tra i (pochi) profili che metterebbero tutti d'accordo c'è sicuramente quello di Zidane.

E ORA... - “Non pensiamo alla prossima stagione, pensiamo solo alla partita di domenica”. Parola più, parola meno, questo il Zizou pensiero a caldo dopo l'eliminazione in Champions. Considerando un Real in fase calante dopo i fasti delle quattro Champions in cinque anni e dell'era CR7, una semifinale europea se unita a un'altra Liga significherebbe che Zidane avrebbe centrato l'ennesimo capolavoro. Senza Liga il giudizio cambierebbe, anche se il valore dell'allenatore francese non può essere messo minimamente in discussione. Più in generale, semplicemente, la sua seconda avventura sulla panchina del Real potrebbe essersi conclusa più o meno naturalmente. Nonostante un contratto in scadenza solo tra un anno, con un ingaggio da oltre 12 milioni netti più bonus. 
LA JUVE – Se Zidane decidesse di lasciare il Real, la Juve si potrebbe rifiondare su di lui. Che prima o poi vorrebbe davvero tornare a Torino dalla porta principale. Quell'ingaggio rappresenta un grosso ostacolo, le cifre da Real non potrebbero essere pareggiate ma per Zidane la Juve saprebbe fare uno strappo alle nuove regole che dovranno autoimporsi per questioni di bilancio e abbattimento costi. Il popolo bianconero, poi, non vedrebbe l'ora di ripartire da un simbolo di juventinità ma con un curriculum da allenatore vero come Zidane. Una vecchia idea che può tornare d'attualità e non solo una suggestione, tra mille difficoltà ma che consentirebbe alla Juve di rispondere colpo su colpo a Inter e Roma, a Conte e Mourinho. Sparigliando tutte le opzioni per la panchina su cui comunque si sta lavorando ormai da settimane, quella che porterebbe ad Allegri è sicuramente la più chiacchierata ma forse anche la meno concreta almeno per ora. Sempre ricordando che mai come ora, alla Juve può davvero succedere di tutto.