Un fantastico viavai. È ciò che avviene col meccanismo di "compra e recompra", detto alla spagnola perché è da quelle parti che l'hanno inventato. In Italia l'abbiamo importato in modo informale, dopo che la Figc ha detto stop alla formula della comproprietà a partire dal 2015. E in attesa che venga normato, alcune società del nostro campionato maggiore si sono specializzate in questo giochino attraverso accordi privati.

Innanzitutto la Juventus, che per volontà dell'amministratore delegato Beppe Marotta adotta tale stratagemma e fa pressing sulla federazione affinché venga normato. E non per caso, nell'edizione di sabato 3 febbraio, Tuttosport ha dedicato due pagine di "disinteressato" endorsement a questo nuovo modello di compartecipazione.

Ma anche la Roma non disdegna la formula, e negli ultimi anni ha dato il via a una proficua serie di scambi con Sassuolo e Brescia. Su entrambe le direttrici viaggiano calciatori e plusvalenze, e se capita vengono pagate generosissime commissioni agli agenti. Ciò che segna una linea di continuità fra la gestione di Walter Sabatini e quella di Monchi. Ma prima di proseguire è meglio chiarire i termini della questione.
 

COMPRA CHE TI RICOMPRO - Cosa è cambiato col passaggio dal regime delle comproprietà (o compartecipazioni) e quello di compra e recompra? Con le comproprietà, le società stipulavano un accordo in base al quale quella di destinazione del calciatore acquisiva il 100% dei diritti economici del calciatore, ma al tempo stesso riconosceva alla società cedente il 50% sulla futura vendita. Inoltre, l'accordo di compartecipazione poteva avere una validità massima di due anni e era esplicitamente vincolante per entrambe le parti, nel senso che la cessione del giocatore a un club terzo poteva avvenire soltanto previo accordo fra i club comproprietari. Rispetto a questo stato delle cose, il meccanismo di compra e recompra fa sì che il club compratore sia proprietario dei diritti pluriennali di prestazione sportiva del calciatore per il periodo coperto fino alla recompra. E tuttavia, si tratta di una formula proprietaria soggetta a limitazione. Per capire in cosa consista la limitazione, bisogna porsi un interrogativo: il club che ha effettuato la "compra" del calciatore, è libero a sua volta di cedere i diritti pluriennali sul calciatore in questione? Per rispondere a questo interrogativo bisognerebbe conoscere nel dettaglio i contratti di compra e recompra, che però sono riservati. Tutto lascia pensare che il club della compra non abbia questa facoltà, e i precedenti osservabili dicono che non si è mai verificato un caso che vada nella direzione contraria.

L'invenzione del meccanismo di compra e recompra dimostra per l'ennesima volta che quando si prova a mettere al bando una pratica, ne viene immediatamente inventata una sostitutiva i cui effetti rischiano d'essere peggiori di quelli che s'intendeva combattere. Di fatto, con questo giochino i due club si scambiano plusvalenze di bilancio in tempi differiti: la realizza il club venditore al momento del primo trasferimento, e poi la mette a frutto il club che rivende. Tutto programmato e tutto regolare, è bene specificarlo. E fra gli effetti di questo meccanismi di andata e ritorno vi può essere il pagamento di doppia commissione per intermediazioni.

Un ultimo aspetto che va sottolineato è l'ammontare della cifra di recompra, stabilito all'atto della compra. L'esempio che può essere ritenuto indicativo, anche perché è il primo di cui si è avuta conoscenza in Italia, è quello del trasferimento di Alvaro Morata tra Real Madrid e Juventus. Il club bianconero lo acquisì a 20 milioni di euro nell'estate del 2014, il Real Madrid lo riprese nell'estate del 2016 alla cifra pattuita di 30 milioni di euro. Si tratta dunque di una maggiorazione del 50% rispetto alla cifra di compra. Un dato da tenere presente.
 

LA ROTTA ROMA BRESCIA –
Si è detto di Brescia e Sassuolo, club con cui la Roma ha strutturato fitti intrecci di mercato. Le transazioni avvengono con reciprocità di soddisfazione e plusvalenze. Per quanto riguarda gli scambi fra i giallorossi e il club lombardo, spicca l'operazione che movimenta tre calciatori, due in direzione Brescia e uno in direzione Roma. L'operazione si perfeziona durante il mercato invernale del 2016, e porta all'acquisizione di due calciatori giallorossi da parte del Brescia e di uno del Brescia da parte della Roma. I calciatori romanisti sono il difensore Michele Somma (classe 1995), che era già a Brescia in prestito dall'estate precedente, e il centrocampista Emanuele Ndoj (classe 1996), che raggiungerà il club lombardo in estate. Il calciatore ceduto dal Brescia alla Roma è Ismail H'Maidat, centrocampista classe 1996 dalla doppia nazionalità olandese e marocchina. La relazione semestrale al 31 dicembre 2015 presentata dall'AS Roma dice a pagina 22 che tutti e tre i trasferimenti sono avvenuti a titolo definitivo. (FOTO 1 DELLA NOSTRA GALLERY)
 
A quali cifre? Lo riferiscono i dati contenuti nella relazione finanziaria annuale al 30 giugno 2016 (FOTO 2 DELLA NOSTRA GALLERY) presentata dalla società giallorossa, a pagina 118: Michele Somma porta nelle casse giallorosse 1,8 milioni, con plusvalenza di 1,8 milioni; Emanuele Ndoj porta 1,2 milioni, con plusvalenza di 1,2 milioni. Dunque sono 3 milioni di plusvalenza per il club giallorosso, che negli ultimi anni ha deciso di sfruttare il settore giovanile facendo cassa attraverso la cessione dei talenti più in vista. Una scelta legittima, che porta a mettere sul mercato calciatori di buon valore. Giusto per intenderci, nulla a che vedere con la rotta delle plusvalenze instaurata fra Chievo e Cesena (LEGGI QUI). E cosa succede dalla parte bresciana con H'Maidat? Come si legge a pagina 26 del bilancio del Brescia chiuso il 30 giugno 2016, il calciatore è ceduto per una somma di 3,15 milioni di euro, ciò che permette una plusvalenza di 3,15 milioni di euro. (FOTO 3 DELLA NOSTRA GALLERY)
 
Ricapitolando: il Brescia acquisisce dalla Roma diritti pluriennali di calciatori per 3 milioni di euro, la Roma acquisisce dal Brescia diritti pluriennali di calciatori per 3,15 milioni di euro. Il saldo è di 150 mila euro in favore del Brescia, il monte di plusvalenze generato è complessivamente di 6,15 milioni di euro. E quanto ai calciatori, cosa ne è stato? Somma, il più talentuoso dei tre, è tuttora a Brescia ma forse ancora per poco. La pagina personale di Transfermarkt contiene l'avviso che per lui la Roma ha un diritto di riacquisto fissato a 2,5 milioni di euro, dunque poco più del 40% rispetto alla cifra di vendita (LEGGI QUI). Anche Ndoj è a Brescia, ma gioca a sprazzi. E H'Maidat? Non è mai stato in campo con la maglia della Roma. Dopo averlo acquisito, il club giallorosso l'ha immediatamente girato all'Ascoli, e poi al Vicenza. Mai sceso in campo per entrambe le squadre, e la cosa stupisce se si pensa che a Brescia aveva disputato 43 partite. A gennaio 2017 viene spedito in Portogallo all'Olhanense, e lì mette insieme 8 partite in una squadra che retrocede dalla B alla C. L'estate scorsa è stato spedito al Westerloo, squadra che milita in Proximus League, la serie B belga. Ha giocato la bellezza di 6 minuti, spalmati su tre partite. La Roma lo ha sotto contratto fino al 30 giugno del 2020.
 

LA ROTTA ROMA-SASSUOLO - Ma se si parla di grasse plusvalenze, il club giallorosso ne ha realizzate a ripetizione col Sassuolo. Sempre con calciatori provenienti dalla Primavera. Lo si può leggere a pagina 110 della relazione finanziaria annuale chiusa il 30 giugno 2017 (FOTO 4 DELLA NOSTRA GALLERY), dove si fa anche un confronto fra l'esercizio in questione e quello chiuso nel 2016. A gennaio 2016 il club neroverde ha acquisito dalla Roma il centrocampista Luca Mazzitelli, classe 1995, in quel momento parcheggiato in prestito al Brescia (rieccolo). Da giugno 2016 Mazzitelli è al Sassuolo, con incasso di 3,5 milioni e plusvalenza di 3,5 milioni per il club giallorosso. Poi nell'estate del 2017 tocca a Davide Frattesi, centrocampista classe 1999, e Riccardo Marchizza, difensore classe 1998. Frattesi frutta alla Roma un incasso di 5 milioni e una plusvalenza di 5 milioni, Marchizza un incasso di 3 milioni e una plusvalenza di 3 milioni. In totale sono 8 milioni di euro, in parte controbilanciati dal primo saldo pro Sassuolo per l'acquisizione di Grégoire Defrel. La formula d'acquisto che porta in giallorosso il francese è articolata: 5 milioni di euro per il prestito annuale, valevole per la stagione in corso, più 15 milioni da pagarsi per il riscatto obbligatorio "al verificarsi di determinate situazioni sportive", più 3 milioni eventuali a titolo di "bonus bonus legati al raggiungimento da parte della AS Roma e del Calciatore di determinati obiettivi sportivi" (LEGGI QUI).

Quanto agli eventuali destini post-Sassuolo dei tre ragazzi ex giallorossi, la situazione è varia. Per quanto riguarda Mazzitelli, Calciomercato.com ha appreso che il suo contratto col Sassuolo è stato rinnovato fino al 2022 e che la Roma avrebbe un diritto di recompra valevole per le prossime due stagioni. Riguardo a Frattesi, sotto contratto col club neroverde fino al 30 giugno 2022, la pagina di Transfermarkt parla di un diritto di recompra fissato per una cifra "sopra i 10 milioni" (LEGGI QUI). Infine c'è Marchizza, che nel frattempo è stato spedito in prestito all'Avellino. Ancora da Transfermarkt si apprende che il club giallorosso ha diritto a incassare dal Sassuolo il 50% da una sua futura vendita (LEGGI QUI).
 

SUPER RECOMPRA E SUPER COMMISSIONI -  Ma se davvero si vuol trovare delle cifre-monstre, bisogna andare a analizzare un altro trasferimento lungo l'asse Roma-Sassuolo, quello che ha già visto completare il meccanismo di compra e recompra: il viaggio di andata e ritorno di Lorenzo Pellegrini. Nell'estate del 2015 la Roma lo cede al Sassuolo. Alla già citata pagina 118 della relazione annuale del 2016 la società giallorossa parla di un incasso da 1,25 milioni di euro con plusvalenza da 1,25 milioni di euro (FOTO 5 DELLA NOSTRA GALLERY). La cifra è confermata a pagina 2 della relazione finanziaria annuale presentata dal Sassuolo relativamente all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2015 (FOTO 6 DELLA NOSTRA GALLERY). Fra l'altro dalla tabella si scopre che il calciatore ha firmato un impegno quinquennale, ciò che ha delle conseguenze sull'ammortamento del costo.
 
A proposito di questo trasferimento, emerge un dettaglio interessante nella relazione finanziaria presentata dal Sassuolo l'anno seguente, esercizio chiuso il 31 dicembre 2016. Nel fitto foglio di Excel pubblicato a pagina 44 del documento (FOTO 7 DELLA NOSTRA GALLERY) si scopre che il trasferimento di Pellegrini da Roma a Sassuolo è costato al club neroverde 500 mila euro di compenso all'agente. Una cifra che su un ammontare totale di 1,25 milioni di euro significa il 40%. Una percentuale da Jorge Mendes. Per la cronaca, l'agente di Pellegrini si chiama Gianpiero Pocetta. Già nei giorni in cui Pellegrini compie il viaggio di andata si parla di un accordo per la recompra, e circolano cifre molto impegnative (LEGGI QUI). Che si materializzano due anni dopo, estate 2017. La Roma ricompra Lorenzo Pellegrini per 10 milioni. Che rispetto agli 1,25 milioni della cessione di due anni prima è un sovrapprezzo del 800%. E ancora una volta, come riferisce la tabella pubblicata a pagina 147 della relazione finanziaria relativa all'esercizio chiuso il 30 giugno 2017 (FOTO 8 DELLA NOSTRA GALLERY) la voce "Oneri accessori – Compensi agli intermediari" pesa su quella transazione per 3,165 milioni di euro: quasi il 32% del costo di acquisizione dei diritti pluriennali sul calciatore.
 
Il Sassuolo, che aveva già ammortato parte degli 1,25 milioni della compra, registra anche una grassa plusvalenza la cui entità conosceremo quando verrà resa pubblica la chiusura d'esercizio al 31 dicembre 2017. In quel bilancio saranno registrati anche i dati dell'acquisizione di Frattesi e Marchizza e quelli della cessione di Defrel. Quanto all'eventuale commissione pagata per l'acquisizione del francese, conosceremo la sua entità alla presentazione del prossimo documento contabile della Roma. Per il momento si può solo rimarcare che l'agente di Defrel si chiama Gianpiero Pocetta (LEGGI QUI).
 

COMMISSIONI, DA SABATINI A MONCHI - Il dato delle generose commissioni agli agenti ci mette al corrente di una verità: che nel passaggio da Sabatini a Monchi nulla è cambiato. L'ex capo del mercato giallorosso aveva una mano generosissima verso gli intermediari (LEGGI QUI). E lo spagnolo si è dimostrato subito degno erede. La lettura della tabella riportata sopra ne dà eloquente dimostrazione. Oltre ai 3,165 di euro pagati per l'intermediazione su Pellegrini, spiccano i 950 mila euro (su 5,7 milioni del costo d'acquisizione) pagati per il messicano Hector Moreno, portato da Mino Raiola e già sbolognato alla Real Sociedad per 6 milioni lo scorso gennaio (LEGGI QUI). Ma a destare impressione è soprattutto il dato sul centrocampista francese Maxime Gonalons, assistito da Frederic Guerra. Costo di acquisizione dei diritti pluriennali: 5 milioni. Costo per oneri accessori e compensi agli intermediari, 3,2 milioni. Cioè il 64%. Tertium non datur.

@pippoevai