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Quando viene costituito non fa notizia. Né molto di più se ne è sentito parlare da allora. Ma a poco più di cinque anni dalla sua fondazione, operando dalla sede sita nei lussuosi dintorni del quartiere Mayfair di Londra, XXIII Capital è diventato uno dei fondi d'investimento più influenti nel calcio. Ha finanziato trasferimenti da centinaia di milioni (come quello di Antoine Griezmann al Barcellona dall'Atletico Madrid per 120 milioni di euro, e quello del suo sostituto all'Atlético Madrid, Joao Félix) ma anche singoli club tra cui Benfica e Watford.

Costituito dall'australiano Stephen Duval e dall'imprenditore britannico Jason Traub per un valore nominale di 2 sterline, XXIII Capital - noto anche come 23 Capital dall'inizio dello scorso anno – ha sedi a Londra, New York e Los Angeles, e nello scorso mese di agosto ha aperto un ufficio a Barcellona.

"La Spagna è uno dei più grandi mercati del calcio mondiale, quindi era essenziale che 23 Capital avesse un team sportivo specializzato che operi in una delle grandi capitali sportive del mondo", ha dichiarato Traub in un comunicato stampa, nel quale si magnificava il fatto che la sua società abbia "distribuito e prestato consulenza su transazioni per oltre  3 miliardi di dollari” (QUI IL COMUNICATO). Ma per capire come XXIII Capital sia arrivato a svolgere un ruolo così importante in quel settore da miliardi di euro che è il mercato dei trasferimenti del calcio, è necessario tornare ad agosto 2014.

In quei giorni il giovane Bernardo Silva, dopo avere conquistato il posto da titolare nel Benfica B  (seconda divisione portoghese) e avere compiuto la trafila delle nazionali giovanili lusitane, spera di compiere il salto di qualità nella squadra maggiore delle Aguias allora allenata da Jorge Jesus. Sfortunatamente per il centrocampista - che in seguito, nel 2017, sarebbe stato acquisito dal Manchester City per 50 milioni di euro, avrebbe vinto due campionati consecutivi in Premier League e si sarebbe aggiudicato il premio PFA Player of the Year nel 2019 -, l'allenatore del Benfica non lo ritiene pronto per un posto da titolare. Perciò chiede a Bernardo Silva di avere pazienza e aspettare il suo turno.

La situazione è imbarazzante per entrambe le parti, ma ancora di più per l'agente Jorge Mendes, che ha come clienti sia Jorge Jesus che Bernardo Silva. Consapevole che uno dei suoi clienti di maggior valore rischi di andare incontro a una fase di frustrazione, l'ex gestore di locali notturni che ha trasformato Gestifute in una delle agenzie più potenti al mondo organizza il trasferimento in prestito di Bernardo Silva al Monaco (QUI). Il club del Principato aveva già ingaggiato numerosi calciatori della scuderia di Mendes, inclusi i colombiani James Rodríguez e Radamel Falcao, dopo che il proprietario del club Dmitry Rybolovlev aveva avviato una stretta collaborazione col super-agente portoghese.

Pochi giorni dopo la conclusione del trasferimento di Silva, XXIII Capital comincia a operare. Sul sito di Companies House UK, datato 11 settembre, risulta la presenza di un documento in cui viene data notizia che XXIII Capital avvia una raccolta di fondi per un importo non specificato. A sottoscriverlo è un gruppo di società controllate da Candlewood Investment Group, una compagnia con sede a New York ma registrata nel paradiso fiscale delle Isole Cayman.

Cosa c'entra tutto questo con Bernardo Silva? Apparentemente nulla, sul momento. Il suo trasferimento viene trasformato da provvisorio in definitivo a gennaio 2015, quando il Monaco paga il riscatto di 15,75 milioni di euro. E bisogna che passi un altro anno perché venga fuori il nesso con XXIII Capital. Nel gennaio 2016 il sito web Football Leaks pubblica tre documenti che rivelano i dettagli delle transazioni tra Benfica e Monaco. I primi due documenti riguardano, rispettivamente, l'accordo per il prestito e quello per il riscatto di Bernardo Silva. Il terzo, datato 10 luglio 2015, è il mandato di pagamento per la prima rata del prezzo di trasferimento: 5,25 milioni di euro. Ma in quel documento c'è un'anomalia: il Monaco è indicato come ente pagatore, ma a ricevere il denaro è XXIII Capital anziché il Benfica.
 

 
Altri documenti spiegano in seguito che XXIII Capital ha comprato il credito dal club portoghese - un metodo utilizzato per numerosi altri trasferimenti in quel periodo, incluso quello del centrocampista Giannelli Imbula da Porto a Marsiglia nel 2015. Il Benfica descrive questa azione come "una normale operazione finanziaria " (QUI). Ma non ne fa alcuna menzione nella relazione finanziaria annuale 2015-16, l'annualità in cui la transazione avviene.

Dalla lettura di quel documento, però, si apprende altro. Che la vendita di Bernardo Silva porta nelle casse del Benfica 12,855 milioni di euro. E dunque quasi 3 milioni di euro (per l'esattezza 2,895 milioni) vanno altrove. Data la mancanza di documentazione ufficiale è difficile sapere con esattezza come venga distribuito quel denaro. Ma è probabile che almeno il 10% sulla cifra totale di 15,75 milioni di euro serva a pagare la commissione di Gestifute per i servizi di intermediazione. Nella stessa relazione finanziaria annuale è attestato che durante quell'esercizio la società di Mendes ha incassato 3,995 milioni di euro dal Benfica, cifra nella quale è inserita anche la commissione per il trasferimento di João Cancelo al Valencia (15 milioni di euro il prezzo di cessione dei diritti). Resta da chiedersi quanto sia stato pagato a XXIII Capital in cambio dell'acquisizione del credito, tenendo in considerazione che dal calcolo rimangono esclusi circa 1,3 milioni di euro. Che sull'ammontare totale dei 15,75 milioni di euro pagati dal Monaco per acquisire Bernardo Silva corrisponde al 9%.

Da quei giorni XXIII Capital è diventato un soggetto sempre più potente. Traub è stato recentemente citato in una serie di articoli pubblicati dalla stampa britannica, in cui descrive come l'approccio strategico della società alle "soluzioni finanziarie innovative" abbia contribuito a affermarlo come un attore globale nel mondo del calcio.

"Tutti i club dovranno assolutamente affrontare gli stessi bisogni e le stesse sfide per il fatto che i loro beni immateriali, cioè i calciatori, assorbono tutta la loro liquidità", ha spiegato lo scorso agosto all'Evening Standard (QUI). “Se si pensa a quale sia la struttura di un trasferimento, si ha un club cedente che vuole i soldi in anticipo e un club acquirente che per una serie di ragioni vuole rinviare il pagamento. Spesso veniamo coinvolti e possiamo dire: 'Siamo in grado di risolvere i bisogni di entrambe le parti, aiutare l'una ad avere i propri soldi in anticipo e l'altra a dilazionare il pagamento fino a cinque anni. Tutto ciò di cui hai bisogno per negoziare è il costo del finanziamento".

Il Barcellona, che si è visto negare ulteriori finanziamenti dagli istituti di credito tradizionali, a luglio ha stipulato un prestito di 85 milioni di euro con XXIII Capital per realizzare l'acquisto di Griezmann dall'Atlético (QUI). Nove giorni prima, l'Atlético aveva preso in prestito € 96 milioni per reclutare Felix - rappresentato anche lui da Mendes - dal Benfica per sostituire Griezmann (VE L'AVEVAMO RACCONTATO QUI).

L'Atlético e il Benfica sono stati entrambi multati dalla Fifa in passato per aver infranto le rigide regole della Fifa che vietano il ruolo delle terze parti. Ma alla domanda sull'eventualità che istituti di credito come XXIII Capital stiano permettendo agli investitori di evitare il controllo dell'organo di governo del calcio mondiale su tali accordi, Traub, ha detto al Guardian: “Nessuno degli accordi che stipuliamo con i club ci dà la possibilità di influenzare la loro indipendenza nelle politiche di reclutamento, trasferimento o simili, né ci autorizzano a partecipare agli introiti relativi al trasferimento futuro di un giocatore, che sono i due principi chiave della proprietà di terzi come definita dalla Fifa".

Numerosi calciatori gestiti da Jorge Mendes hanno cambiato club grazie ai denari anticipati XXIII Capital, ma rispetto a ciò Traub afferma che "il nostro rapporto commerciale è esclusivamente con i club in quanto si tratta di fornire liquidità al club per far fronte alle proprie incombenze". La relazione tra il Benfica - un club con cui Mendes tiene legami particolarmente stretti - e XXIII Capital rimane forte. Nel febbraio 2018 (QUI) i 37 volte campioni di Portogallo hanno firmato un accordo per la cessione del credito da diritti televisivi del club – per un valore di 100 milioni di euro - "al fine di favorire una maggiore efficienza di bilancio", sostiene Traub.

Per quanto riguarda le fonti di finanziamento di XXIII Capital, uno dei principali investitori è Quantum Partners LP, un fondo di investimento privato gestito da Soros Fund Management LLC di George Soros (QUI). Rispetto a ciò, Traub precisa che XXIII Capital "non ha alcun contatto diretto" con il finanziere. "Siamo una società finanziaria specializzata, più simile a una banca in quanto deteniamo delle nostre linee di credito e riserve di denaro, e ciò ci consente di fornire finanziamenti diretti nei settori dello sport, della musica e dell'intrattenimento", aggiunge.

Dal 2015 XXIII Capital ha anche lanciato una spettacolare raccolta di fondi attraverso la borsa delle Isole Cayman, con le ultime tre tranche di € 23.358.900 milioni, € 5.655200 milioni e € 7.273.200 milioni quotate il 4 ottobre 2019 (QUI)". La semplicità offerta dalla piazza borsistica delle Cayman è importante ”, dichiara Traub. “Le nostre note non vengono scambiate liberamente, ma in modo che possiamo conoscere ogni investitore. E si tratta di istituzioni ben note nel mercato globale. Come gruppo regolamentato disponiamo di controlli e strumenti di governance significativi su tutti gli aspetti della conformità alle regole e del controllo anti-riciclaggio. Adottiamo grandi misure per costruire la nostra credibilità come stakeholder di alto livello nel calcio e siamo forti sostenitori della promozione della trasparenza e dell'allineamento ai più alti standard di governance".

Fra i club che hanno fatto ricorso ai finanziamenti di XXIII Capital ne vanno ricordati due. Gli olandesi del FC Twente, che a settembre 2016 ottengono in cambio di un credito dovuto dal comune di Enschede (QUI). E il Watford della famiglia Pozzo, come si scopre dalla relazione finanziaria annuale presentata dagli Hornets relativamente al 2016.
 

 
Traub ha dichiarato al Guardian che "non è in grado di parlare di accordi specifici con i nostri clienti" quando gli sono stati chiesti riguardo al prestito concesso al Watford. A ogni modo, a gennaio 2019 il club inglese della famiglia Pozzo ha contratto un altro accordo con XXIII Capital. Si tratta di un facility agreement con XXIII Capital per 25 milioni di sterline, cifra che stando a quanto si legge dal sito di Companies House è stata già restituita.
 

 
Quel prestito è stato erogato nei giorni del calciomercato invernale 2019. E in vista del calciomercato di gennaio 2020, coi club di tutta Europa che stanno pianificando un altro giro di spese, c'è da giurare che a guadagnare sarà una parte sola.

(Gli autori dell'articolo ringraziano per la collaborazione l'amico portoghese Tiago Silva)