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Tre giorni fa vi abbiamo raccontato la storia di Biagio Savarese, vicepresidente dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (Aiac) squalificato per 18 mesi e multato per 5.000 euro. Una vicenda di regali che i partecipanti ai corsi per allenatore si sarebbero sentiti “in obbligo di fare” a beneficio del loro docente. Che, per inciso, era anche il vicepresidente dell’associazione cui i corsisti aspiravano a accedere. Superfluo precisare che la decisione assunta dalla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico Figc sia soltanto un primo grado di giudizio, e che Savarese abbia tutto il diritto di far valere eventuali proprie ragioni nei gradi successivi. Ma non è questo il motivo per cui torniamo a parlare della vicenda. C’è un altro aspetto sul quale è il caso di riflettere. Riguarda l’espulsione di Daniele Serappo, consigliere nazionale Aiac, resa ufficiale con comunicato datato 11 gennaio 2019.

Per la cronaca, Serappo è fra i principali animatori dell’esposto contro Savarese, ma è anche stato protagonista di altri esposti relativi a fatti interni all’Aiac. Un personaggio che divide. Per alcuni è un paladino delle regole, per altri è un soggetto impegnato in battaglie di carattere personale. A proposito della diatriba, noi di Calciomercato.com non prendiamo posizione. Non è nostro compito. Riguardo ai motivi per i quali Serappo è stato espulso dall’Aiac, ci è stato raccontato di alcune infrazioni di carattere formale, ciò che renderebbe legittimo il provvedimento di espulsione. Anche per Serappo vale il principio del diritto a altri gradi di giudizio, per dimostrare l’eventuale innocenza e quantomeno un minor carico di responsabilità. E tuttavia, è su altro che vorremmo riflettere. Ma prima di farlo è necessario compiere un passo indietro e tornare un attimo alla scorsa estate.

A agosto 2018 noi di Calciomercato.com abbiamo avuto modo di visionare l’esposto relativo a Biagio Savarese. E non soltanto quello. Ne abbiamo letto un secondo, che chiama in causa un altro vicepresidente dell’Aiac, Luca Perdomi. I fatti denunciati nei due esposti sono di portata e gravità diverse. Quelli relativi al caso Savarese li conoscete. Riguardo a Perdomi, si tratta di una storia di quote associative non pagate che rimane piuttosto controversa. Sia riguardo al fatto che siano state pagate o meno, sia riguardo al fatto che fossero dovute. Sul tema abbiamo ascoltato alcuni pareri. E, se possibile, ne siamo usciti con maggior confusione. Abbiamo ricavato la sola certezza che il Settore Tecnico farebbe meglio a essere più inflessibile in materia, ponendo una disciplina meno elastica. Ma stando le cose come stanno, se ne ricava che la posizione di Perdomi non fosse da giudicare in difetto. Peraltro, si parla di cifre minime, dato che la quota associativa è di 28 euro annui. Tale insieme di motivi ci ha convinto a non dare un seguito giornalistico all’esposto contro il vicepresidente Luca Perdomi.

Avevamo invece percepito per intero la gravità dei fatti raccontati nell’esposto contro il vicepresidente Biagio Savarese. E tale gravità è stata confermata dalla decisione della Commissione Disciplinare del Settore Tecnico. Ma allora perché abbiamo deciso di non dare seguito giornalistico a quell’esposto? Per un motivo molto semplice: alla gravità delle accuse non corrispondevano prove sufficienti. E quelle prove erano insufficienti non tanto per l’inadeguatezza dell’esposto, quanto perché soltanto un procedimento inquirente avrebbe potuto suffragarle. E noi di Calciomercato.com siamo giornalisti, non inquirenti. Non potevamo certo lanciare accuse così gravi senza avere dei riscontri, né avevamo gli strumenti e l’autorità per raccogliere testimonianze con valore di prova. Questi strumenti e questa autorità sono invece dotazioni della Procura Federale. Che ha condotto a termine il proprio lavoro, e da lì è scaturita per Savarese la squalifica comminata dalla Commissione Disciplinare di Coverciano.
Fin qui dovrebbe essere tutto abbastanza chiaro. E però vi starete chiedendo: ma come mai ci state raccontando questi antefatti, che nulla aggiungono e nulla tolgono alla vicenda? Il motivo per il quale ve li raccontiamo è tanto semplice quanto grave. E lo potete leggere da voi, dando un’occhiata al testo del provvedimento di espulsione inviato a Daniele Serappo.



Come vedete, la decisione di espellere Serappo è stata assunta anche in seguito all’espressione di un parere favorevole (e unanime) del Consiglio Nazionale dell’Aiac, raccolto nel corso di una seduta tenuta il 21 dicembre 2018. Viene anche riportata la lista dei consiglieri presenti, e i primi due nomi sono quelli di Biagio Savarese e Luca Perdomi. Dunque, due dei denunciati da Serappo hanno tranquillamente votato l’espulsione di colui che li ha denunciati. Pare che in termini formali non vi sia nulla da eccepire. Quanto all’opportunità, invece, si tratta di un gravissimo passo falso. Che rimarrà agli atti.

@pippoevai