Un anno e mezzo di squalifica più 5 mila euro di multa. È questo il pesante verdetto che nella giornata di giovedì 17 gennaio è stato emesso dalla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico Figc, come riportato dal Comunicato Ufficiale numero 116 datato 18 gennaio 2019.

E a subire il provvedimento non è un soggetto qualsiasi, bensì il vicepresidente dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio (AIAC), Biagio Savarese. Che dell'associazione è stato anche, negli ultimi anni, uno dei formatori di punta. Motivo della squalifica: avere accettato un regalo di troppo, donato al docente Savarese dai partecipanti al corso per allenatori Uefa B svolto a Caserta dal 15 gennaio al 29 marzo del 2018. Una comportamento che, come si specifica nel testo della decisione assunta dalla Disciplinare, è contrario a quanto stabilito dalle Norme Organizzative Interne della Figc (Noif), dalle norme del Settore Tecnico e dal Codice Etico Figc.

Quest'ultimo, in materia di doni e omaggi ai tesserati federali quando si trovino nello svolgimento delle funzioni, pone paletti di sobrietà abbastanza chiari. Viene stabilito che gli oggetti donati siano “di modico valore”, e che comunque “in nessun caso” essi debbano essere “sotto forma di denaro o facilmente convertibili in esso”. Precetti che, come emerge dall'inchiesta della Procura Federale, Savarese ha contravvenuto per sua stessa ammissione. Salvo provare a ravvedersi quando era troppo tardi. Ma a questo punto è bene ricostruire i fatti, seguendo la linea del racconto per come viene illustrata dal testo del Comunicato Ufficiale pubblicato dal Settore Tecnico Figc. Il fatto accade in data 11 aprile 2018, vigilia dell'esame orale di fine corso. Quel giorno Savarese, in compagnia di alcuni corsisti, si reca presso un centro orafo di Marcianise per scegliere un regalo dal valore congruo rispetto alla somma raccolta tra i frequentanti: 1.140 euro. Ma nessuno degli oggetti visionati è di suo gradimento. Sicché viene presa la decisione di consegnare il denaro a Savarese, affinché possa impiegarlo in un secondo momento per comprare qualcosa a lui gradita. A quel punto l'infrazione è già avvenuta, per almeno tre motivi che vengono ben illustrati dal testo della decisione. In primo luogo, la presenza dell'omaggiato alla scelta dell'omaggio fa decadere le condizioni di “spontaneità” che il gesto di donare dovrebbe avere. In secondo luogo, l'entità venale del dono è troppo elevata rispetto al criterio del “modico valore”. E in questo senso, il testo della decisione fa notare che i regali conferiti a altri docenti (e in nessun caso scelti da costoro) si aggirino sul valore di 200-300 euro. In terzo luogo, e soprattutto, Savarese ha accettato del denaro. Ciò che inequivocabilmente non avrebbe dovuto fare.

Lo stesso docente-vicepresidente capisce quasi subito d'averla fatta grossa, tanto più che fra i corsisti monta il disappunto e già si diffonde la notizia di un esposto sulla vicenda. Lì Savarese, nel tentativo di rimediare, si muove in modo grossolano col risultato di peggiorare la situazione. Si rivolge a uno dei corsisti, Angelo Valerio, per restituire il denaro. Inoltre gli chiede di inviargli una mail, che nel testo licenziato dalla Disciplinare viene definita “pre-confezionata”, stesa in modo da scagionare Savarese dalle sue colpe. Invece la mossa, una volta scoperta dalla Procura Federale guidata dal dottor Giuseppe Pecoraro, peggiora la situazione. Inoltre, dalle indagini della Procura emerge che quella del regalo al deferito sia stata non già una pratica isolata, bensì una prassi (“riproposta ad ogni corso”, si legge in fondo a pagina 2 del documento). Dunque, una situazione senza scampo per il vicepresidente Aiac. Che infatti viene squalificato per un anno e mezzo.

Con immediata autosospensione dall'Aiac. La storia si potrebbe anche chiudere qui, se non fosse che ce n'è un'altra parte meritevole di essere raccontata. Lo faremo dopo averla sottoposta a verifica.