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Una prestazione da vero Chiesa. Per i 68 minuti in cui Iachini lo ha tenuto in campo, l'esterno della Fiorentina e della Nazionale ha disputato partita totale: prevalentemente da esterno basso per dare manforte alla difesa, ma anche estremamente lucido quando si è trattato di ribaltare l'azione. E freddo sotto porta in occasione del gol del momentaneo 3-2. Se giocasse sempre su questi livelli, Commisso avrebbe tutte le ragioni di questo mondo a pretendere i famosi 60 milioni di euro...

POTENZIALE INESPRESSO - Allo stato attuale, la realtà di Chiesa è un'altra: quella di un giocatore ancora senza un ruolo definito e definitivo. Sacrificato nella posizione di esterno a tutta fascia, costretto a percorrere chilometri su chilometri e spesso lontano dall'area di rigore, ancora troppo inconcludente da attaccante, come dimostrano i suoi soli 26 gol in 136 partite. Ma i margini di crescita e il potenziale inespresso sono ancora tali da guardare con fiducia al futuro e a ritenere che l'esplosione di Chiesa possa arrivare da un momento all'altro. Il numero 25 viola possiede tutti i mezzi atletici e tecnici per ripetere con continuità la prestazione offerta contro l'Inter ed è da questo presupposto che la Juventus, il club più attento sul giocatore, parte per continuare a monitorare la situazione.
COMMISSO APRE ALLA JUVE - In scadenza di contratto nel 2022, un rinnovo mai arrivato e un accordo economico col club bianconero già raggiunto un'estate fa, quando il presidente Rocco Commisso si mise di traverso. Quello stesso Commisso che, nel postgara del "Meazza", ha aperto a una sua partenza come mai aveva fatto: "Nell'ultima settimana di mercato tutto può succedere". Un bello spiraglio nel quale la Juventus è pronta ad inserirsi, per regalare a Pirlo un esterno destro più funzionale al suo calcio. Non prima di aver però liberato una casella in quel ruolo, con tutti gli indizi che conducono a Douglas Costa, per il quale Paratici è alla ricerca di una sistemazione in Premier League.