Percentuali da brivido. Riguardano gli abusi subiti in Brasile dai calciatori e vengono dalle risposte a un questionario che Universo Online (UOL) ha sottoposto a un campione di 106 calciatori brasiliani che militano nelle squadre del Brasileirão, il massimo campionato nazionale. Alla rilevazione è stato dato il nome Pesquisão e a parteciparvi sono stati i tesserati di 13 club: Atletico Mineiro, Botafogo, Ceará, Corinthians, Cruzeiro, Flamengo, Fluminense, Gremio, Internacional Porto Alegre, Palmeiras, Santos, San Paolo e Vasco da Gama. I calciatori interpellati hanno risposto a 21 domande su temi vari. Molte sono state dedicate a indicare il migliore e il peggiore in diverse categorie di soggetti che lavorano dentro e intorno al calcio: allenatori, arbitri, giornalisti, commentatori e anche calciatori.

I quesiti hanno riguardato altri temi di ampia rilevanza. È stato chiesto se il VAR possa migliorare la qualità del calcio in Brasile, e la risposta è stata positiva con maggioranza esorbitante (80,2%). Altro tema molto delicato è stato quello della “Torcida Unica”. Che è la conseguenza di una delle misure anti-violenza adottate di recente, attraverso la quale vengono escluse dagli stadi le tifoserie ospiti in occasione dei clásicos, specie quelli dell'area di San Paolo. Riguardo a questo stato delle cose, i calciatori hanno dato una risposta molto interessante: ancora una volta a maggioranza nettissima (79,3%) si sono espressi contro lo stadio monocromatico. Evidente che, per loro, la presenza della tifoseria ospite sugli spalti sia un elemento che migliora il clima-partita.

Ma l'interrogativo più spinoso riguarda ciò che è etichettato come “assedio”, da tradursi in italiano con “abuso”. Ai 106 calciatori interpellati è stato chiesto se abbiano subito in prima persona abusi di carattere morale e/o sessuale, o se sappiano di colleghi che ne abbiano subiti. Il 29,2% ha risposto sì. Ciò che costituisce un dato molto preoccupante, poiché siamo alla quota di quasi 1 rispondente su 3. E altrettanta preoccupazione desta il fatto che, a fronte di un 60,4% di rispondenti che dichiarano di non averne mai subite né sentito parlare, vi sia un grasso 10,4% di astenuti. Ciò che è insensato, perché questo è il solo quesito in cui era richiesta non già un'opinione bensì un'informazione (“hai subìto/sei a conoscenza di?” o “non hai subìto/non sei a conoscenza di?”). Una percentuale così alta di non risposte rischia dunque d'essere la spia d'un malessere più diffuso di quanto dica il già grave 29,2%. E dietro la scelta di astenersi può esserci un misto di omertà, rimozione, vergogna, malinteso spirito di corpo. Il mondo del calcio non ha ancora fatto abbastanza per indagare questo suo lato oscuro. E non soltanto in Brasile.

@pippoevai