È umanamente complicato parlare di calcio in una giornata del genere. Dovevamo commentare in questi minuti un derby tanto atteso quanto importante per entrambe le squadre, ma purtroppo ci tocca affrontare un argomento ben più serio e doloroso come la scomparsa di Astori. Uno che sapeva cos'era il Milan e che proprio dal nostro settore giovanile aveva iniziato il viaggio che l'ha portato fino in Nazionale, per terminare tragicamente la scorsa notte.

In una giornata in cui, come sempre in questi casi, la retorica e le ovvietà l'hanno fatta da padrone, cercherò di evitare di fare altrettanto, soprattutto per rispetto di Davide e dei suoi familiari. Ciò che mi preme dire è che anche stavolta rischia di aver vinto l'ipocrisia e il moralismo. È evidente, infatti, che il dolore c'è ed è forte soprattutto per chi ha conosciuto davvero Davide, ma proprio quelle persone sarebbero le prime a raccontarvi quanto lo stesso Davide avrebbe trovato sbagliato e inutile fermarsi.

A scanso di equivoci lo aveva scritto sul proprio profilo Twitter proprio Astori dopo la scomparsa di un suo amico e collega come Morosini. Con ancor più forza dovuta proprio anche da quella vicenda, Astori era molto sensibile sul tema dell'importanza della rianimazione e della defibrillazione precoce. Era testimonial di parecchie iniziative in tal senso.
 
Per questo, forse, devolvere parte degli incassi per evitare possibili altre tragedie, anche se non strettamente simili al problema che ha avuto Davide, avrebbe avuto certamente più senso. Non far prendere decisioni così complicate e delicate ai calciatori sarebbe stato quindi più logico, a costo di risultare anche cinici e insensibili agli occhi dei tifosi.

Anche questo però è il compito di dirigenti seri e preparati.  Niente, purtroppo, restituirà Davide alla sua compagna e nessuno permetterà alla sua piccola bimba di conoscere suo padre, ma forse poteva esserci un modo migliore per ricordarlo e per onorare la sua scomparsa.