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Cominciano a prendere forma le strategie di mercato della Roma per la prossima stagione. Ci sono alcuni nodi da sciogliere, ma per grandi linee la strategia giallorossa è pronta. Con la consapevolezza che per il momento, e in attesa dei soldi che dovrebbero arrivare da Sky per il piazzamento in campionato e di quelli della Champions, bisognerà continuare a muoversi sui giocatori a parametro zero. I senso un "colpo" è stato già messo a segno e porta il nome di Fabio Simplicio. Ieri sul calciatore si è pronunciato anche il coordinatore generale della Roma, Gian Paolo Montali: «Non posso sbilanciarmi più di tanto ma Simplicio è un ottimo giocatore». L’annuncio dell’operazione ci sarà verso la fine del mese, quando sbarcherà a Roma l’agente del calciatore, Gilmar Rinaldi, che è lo stesso di un altro brasiliano che potrebbe finire in giallorosso. E cioè Adriano. L’Imperatore attualmente gioca al Flamengo ma a giugno si libererà a parametro zero. La società carioca, impegnata nella coppa Libertadores, ha già formulato al giocatore un’offerta importante per il campionato brasiliano, ma comunque inferiore a quello che potrebbe garantirgli la Roma. La settimana prossima Rinaldi volerà a Rio e insieme decideranno se accettare o meno la proposta del Flamengo. La società giallorossa sa di avere la possibilità di chiudere quando vuole per riportare Adriano in Italia, ma ha molti dubbi. Non di carattere tecnico, ci mancherebbe, ma "caratteriale": a Trigoria non sono del tutto convinti che l’Imperatore abbia del tutto superato i problemi extracalcistici che lo hanno costretto ad andare via dall’Inter. Chi di Adriano è un vero e proprio estimatore è Paulo Roberto Falcao. Il Divino, contattato dal Romanista, ha "benedetto" l’operazione, ma con riserva. «Il futuro di Adriano dipende solo da lui,se vuole può tornare Imperatore. Se motivato è un fuoriclasse». L’operazione Adriano escluderebbe automaticamente il riscatto di Toni. Il centravanti non farà ritorno al Bayern Monaco, che gli ha già fatto sapere di trovarsi una squadra in Italia. Che probabilmente non sarà la Roma.