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Per assicurarsi Lucien Agoume, l’Inter ha dovuto bruciare in anticipo City e Barcellona. Una concorrenza che spiega le potenzialità di questo classe 2002, che all’arrivo in Italia sembrava aver subito un rallentamento improvviso nella sua crescita. La frenata non ha mai insinuato alcun dubbio dalle parti di Appiano Gentile, dove la valutazione nei suoi riguardi è sempre stata la stessa: “È un calciatore di livello superiore rispetto agli altri”. Per l’Inter era troppo evidente, anche quando in Primavera Agoume non decollava. Il ragazzo giocava con sufficienza, forse perché demotivato dal contesto. Nonostante fosse un 2002, Agoume, nel Sochaux, veniva da 17 presenze in prima squadra, dov’è stato il più giovane debuttante nella storia del club francese. Retrocedere in Primavera è stato un colpo, spiegavano. E avevano ragione. 

LE PAROLE DELL'AGENTE - Così a inizio stagione l’Inter ha provveduto a scegliere per lui il progetto più ambizioso, guidato da un allenatore che lo avrebbe fatto crescere. L’esperienza allo Spezia è partita a rilento, tanto da creare qualche malcontento, ma Vincenzo Italiano ha prima creato le giuste condizioni e aspettato il momento migliore per mandarlo in campo. A raccontarcelo è l’agente di Agoume, Djibril Niang, che spiega con molta soddisfazione il buon momento del suo assistito, pronto a sbocciare anche in Serie A: “Finalmente sta giocando, e lo sta facendo anche molto bene. È felice, lavora benissimo con l’allenatore che adesso si fida di lui. È vero, nella prima parte della stagione lo abbiamo visto meno, ma è servita al tecnico per preparare al meglio Lucien e credo che in questa seconda parte di campionato troverà più spazio. Vedrete che continuerà a mostrare progressi. I suoi pregi migliori sono tecnica e visione, ma gara dopo gara migliorerà anche l’interdizione”. 
VICE BROZO FATTO IN CASA - L’Inter recita la parte del genitore, osserva da lontano senza interferire. Inutile esercitare pressioni, ma la speranza è quella di riportare a casa un calciatore pronto per un palcoscenico diverso. Tutt’altro che scontato, visti i tempi. Meritarsi l’Inter non è semplice e scegliere un 2002 è sempre un punto interrogativo enorme. Le buone referenze non mancano, i 2002 che giocano in Serie A non sono tanti, solo Agoume e Hickey del Bologna lo stanno facendo con buona continuità. A Milano cercano da tempo un vice Brozovic, forse l’anno prossimo se lo ritroveranno in casa. Basta aspettare.