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Ci hanno pensato Giampaolo prima e Boban poi. In meno di ventiquattro ore, i vertici tecnici e dirigenziali del Milan hanno confermato - se ancora ce ne fosse bisogno - la fiducia a Jesùs Suso. Ieri è toccato all'allenatore, che dopo essersi definito, qualche settimana fa, "innamorato di lui", ha dichiarato: "Nella visione di tutti è un esterno, e all’inizio anch’io avevo qualche dubbio, ma lui mi ha dato ampia disponibilità e gli ho visto fare cose egregie. Senza mai lamentarsi. I giocatori forti offensivi per me possono giocare dappertutto. Comunque si, il sistema di gioco per lui lo avrei potuto cambiare". Pre-campionato più che positivo, nuovo ruolo interpretato al meglio e la responsabilità di leader sulle spalle, ai nastri della nuova stagione

NIENTE ADDIO - Questa mattina, invece, è toccato a Zvonimir Boban, che ha chiuso ad una sua cessione: "La nostra volontà è di tenerlo". Parole e musica, che blindano ancora una volta lo spagnolo. Nonostante un addio vicino nel corso dell'estate, Suso ha sempre mostrato professionalità, mettendosi al servizio di Giampaolo in un ruolo insolito. Ci sarà da lavorare e migliorare, ma la sensazione è che per l'ex Liverpool sia arrivata la stagione della verità. 

E IL RICORDO DI UDINE... - Dopo un'estate di voci e un rinnovo che non è ancora arrivato, per lui è tempo di caricarsi la squadra sulle spalle, con continuità. Troppi alti e bassi, infatti, negli ultimi anni, in cui aveva calcato ininterrotamente le zolle d'erba sulla fascia destra di San Siro. Ora, invece, un ruolo più centrale: non solo in campo, ma anche a livello di gerarchie. Il nuovo Milan riparte da Suso, l'uomo per il quale Giampaolo avrebbe anche cambiato ruolo. La prima fermata è Udine, con un ricordo alla magia del febbraio 2018 e un occhio al rinnovo, di cui si inizierà a parlare tra qualche settimana.