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Cinque milioni e mezzo di chili di merce per un valore di poco più di nove milioni di euro: questi sono i numeri dell’indagine effettuata dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) nel 2021, che -  attraverso 60.000 controlli in Italia e quasi 1.000 fuori dai confini nazionali - ha predisposto il sequestro di prodotti alimentari made in Italy di vario tipo, oltre che mangimi, fertilizzanti, sementi e altri prodotti del settore agricolo.
L’intervento si è reso necessario per impedire la distribuzione di prodotti contraffatti, i quali – oltre ad essere un pericolo per la nostra salute – danneggiano un settore, quello alimentare, che da sempre rappresenta un’eccellenza per il Belpaese. In particolare, i settori più colpiti sono quello vitivinicolo, quello oleario e quello lattiero-caseario, mentre i prodotti più contraffatti sono l’olio e prima di tutti la carne, sia fresca che processata. 
Si stima, infatti, che i campioni irregolari nel settore della carne siano il 22,6%, per i quali le etichette mentono sulla provenienza degli animali, sulle denominazioni di origine di salumi e insaccati e anche sui metodi di conservazione. 
Come ha sottolineato il Ministro dell’agricoltura, Stefano Patuanelli, l’alimentazione è il risultato delle pratiche tramandate dalle antiche generazioni e ridurre una tradizione così affascinante - oltre che fondamentale dal punto di vista della nutrizione di tutti gli esseri umani - a mera industria, è un colpo basso per l’intera umanità. 
“La totale trasparenza resta lo strumento principale per proteggere il nostro sistema agroalimentare”, recita il report dell’ICQRF. C’è bisogno che le persone sappiano cosa realmente mangiano e quali sono i rischi che si celano dietro la contraffazione dei prodotti alimentari. 
La Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro sostiene, infatti, che i tumori dell’apparato gastrointestinale risentono molto della quantità e della qualità dei cibi e che tre quarti di essi potrebbero prevenirsi con un’alimentazione sana e consapevole. Scelta dei cibi che risulta importante anche per il tumore al fegato, organo esposto ai danni provocati da eventuali elementi cancerogeni. 
Pertanto, in un contesto dove persino la mozzarella di bufala campana viene contraffatta, diventa fondamentale leggere con attenzione le etichette e accertarsi sulla provenienza delle materie prime e dei luoghi di lavorazione.