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L'Udinese gioca un calcio semplice, organizzato, di buona intensità agonistica. Lascia che siano gli avversari a frullarsi con il possesso palla, preferendo stendersi nel tanto vituperato contropiede. Il Sassuolo chiude con una percentuale vicina al 62%, ma alla fine la partita la vince l'Udinese, a dimostrazione che nel calcio contano soprattutto le gestioni delle varie fasi della gara. Il contropiede - lo stesso che Conte considera alla stregua di in insulto dopo il battibecco con Capello - diventa invece l'arma vincente di una squadra che nel passaggio da Igor Tudor a Luca Gotti ne ha guadagnato in personalità, fiducia, qualità del palleggio e tenuta difensiva: è la 7ª volta che l'Udinese mantiene la porta inviolata (record di A con Inter e Milan).

Dopo aver arpionato il vantaggio prima del quarto d'ora - gol di Okaka di testa su cross di Mandragora (l’attaccante già in precedenza ci aveva provato) - l’Udinese gioca la partita che preferisce, quella che è più consona alle sue caratteristiche. E alla fine chiude con un risultato rotondo: un 3-0 che la porta a 24 punti, in una posizione di assoluta tranquillità (sono gli stessi punti del Napoli). Cinque vittorie - le ultime tre consecutive - in dieci partite, 17 punti conquistati sui 30 disponibili, una media punti (1,76 a gara): il cammino di Luca Gotti è impressionante. L'accelerata è maturata in due mesi e mezzo, da novembre ad oggi, settimane decisive per lasciarsi alle spalle la zona pericolo in cui era invischiata. Per il Sassuolo è la terza sconfitta consecutiva, dopo quelle contrastatissime contro Genoa e Napoli. La squadra di De Zerbi ha accusato una flessione pesante, con una sola vittoria (2-0 a Brescia) negli ultimi otto turni. Il Sassuolo gioca un calcio ragionato, ma tutto sembra fine a se stesso.

Nell’Udinese funziona a meraviglia il centrocampo, dove Fofana fa la parte del califfo, Sema spinge sulla sinistra e a De Paul è delegata la password della fantasia, quella per andare fuori dagli schemi. I friulani aspettano che siano gli avversari a far girare il pallone, per poi muoversi a "blocchi" e provare a rubarglielo. A quel punto (Fofana comanda) riparte l'azione, ed è sempre un pericolo. L'inconsistenza dell’attacco di De Zerbi - poca profondità, incapacità di dettare il passaggio al compagno - favorisce a gioco lungo l'Udinese, consapevole che sia sufficiente aspettare il momento giusto per blindare la partita. L'occasione arriva con Sema a 20 minuti dalla fine, proprio nel momento migliore del Sassuolo (decisivo Musso in almeno due circostanze). E' sempre Fofana a imbeccarlo e favorirne il tiro; ed è ancora il centrocampista ivoriano (ci sono Torino e Genoa sulle sue tracce) a innescare il contropiede del 3-0, servendo a De Paul l'assist per il terzo gol consecutivo dell’argentino, a conferma del suo stato di grazia.

Gotti gode, De Zerbi è giustamente preoccupato. Dopo la sconfitta contro il Napoli il tecnico degli emiliani aveva lamentato la mancanza di pressione dell'ambiente e la poca maturità del gruppo, spiegando così il rendimento alterno dei suoi. Ha ragione, il Sassuolo si sta lasciando scivolare addosso questo campionato, partito con ben altre ambizioni, e ora a 19 punti deve cominciare a guardarsi alle spalle. Prossimo giro: il Sassuolo ospita il Torino, l'Udinese va a San Siro per affrontare il Milan, club che ha visto il giovane Gotti muovere i primi passi da allenatore nelle giovanili.

IL TABELLINO

Udinese-Cagliari 3-0 (primo tempo 1-0)

 
Marcatori: 14’ p.t. Okaka, 23’ s.t. Sema, 45+1’ s.t. De Paul
 
Assist: 14’ p.t. Mandragora, 23’ s.t. Fofana, 45+1’ s.t. Fofana
 
Udinese (3-5-2): Musso; Becao, Troost-Ekong, Nuytinck; Stryger-Larsen, De Paul, Mandragora (30’ s.t. Jajalo), Fofana, Sema; Okaka (40’ s.t. Teodorczyk), Lasagna (17’ s.t. Pussetto). All. Gotti.
 
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Toljan (30’ s.t. Muldur), Romagna, Ferrari, Rogerio (42’ s.t. Kyriakopoulos); Magnanelli, Obiang; Boga, Traorè, Djuricic (24’ s.t. Raspadori); Caputo. All. De Zerbi.
 
Arbitro: Volpi di Arezzo