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    Ancelotti, la regola non scritta del Real Madrid e la tentazione Brasile

    Ancelotti, la regola non scritta del Real Madrid e la tentazione Brasile

    • Federico Albrizio
    Un mese che può segnare la fine di un viaggio e l'inizio di una nuova avventura. Sono settimane di riflessione per Carlo Ancelotti e il Real Madrid, perché sul tavolo non ci sono più solo i forti sentimenti che il tecnico di Reggiolo e i blancos hanno costruiti in due mini-cicli vincenti (2 Champions, 2 Supercoppe europee, 2 Mondiali per Club, 1 Liga, 1 Copa del Re, 1 Supercoppa spagnola) e ribaditi proprio dall'allenatore recentemente ("Rimarrei qui per tutta la vita"): c'è una stagione che non procede secondo le aspettative e che può portare a un nuovo addio, anche in virtù di una regola non scritta ben nota dalle parti del Santiago Bernabeu.

    ULTIME CHANCES - In casa Real la conoscono tutti: l'allenatore che in una stagione non vince Liga, Copa del Rey o Champions League viene esonerato. Una sorta di assioma, che Ancelotti ha provato a rifiutare con il sorriso: "Le regole scritte cambiano... e quelle non scritte pure. Ma penso che vinceremo un trofeo". Le possibilità di portare a casa un trionfo effettivamente ci sono ancora, ma almeno un percorso su tre è ormai compromesso e un altro è decisamente in salita. Il campionato può considerarsi andato, perché con la sconfitta nel Clasico il Real è scivolato a -12 dal Barcellona, un distacco estremamente ampio con 12 giornate ancora da giocare. E in coppa non va meglio, visto che i blancos hanno perso la semifinale d'andata a Madrid proprio contro i blaugrana (0-1) e saranno chiamati alla rimonta al Camp Nou il prossimo 5 aprile. Resta la Champions, casa del Real, ma il cammino europeo è sempre insidioso: il Chelsea ai quarti è il prossimo ostacolo poi, in caso di passaggio del turno, toccherebbe a uno tra Bayern Monaco e Manchester City in finale per attendere l'esito dell'altro lato del tabellone (Benfica-Inter e Milan-Napoli). Insomma, le coppe rappresentano l'ultimo salvagente per scongiurare il fato degli allenatori a Madrid, ma nel frattempo per Ancelotti si sono aperte le porte per una netta svolta in carriera.

    TENTAZIONE VERDEORO - Il Brasile è più che una semplice suggestione le ultime dichiarazioni di Ederson lo hanno confermato. Dopo le dimissioni di Tite, a Seleçao è ora affidata a Ramon Menezes come ct ad interim, ma l'idea della Federcalcio verdeoro è di affidarsi a un tecnico di spessore per dare il via a un nuovo ciclo che sia in grado di rilanciare il movimento dopo la delusione mondiale e la rabbia - sportiva - per i successi dei rivali di sempre. Vedere l'Argentina di Messi alzare la Coppa del Mondo dopo aver sollevato la Copa America al Maracanã nel luglio del 2021, battendo in finale proprio Neymar e compagni, è stato un doppio colpo durissimo per il Brasile, che ora vuole reagire. E non stupisce che lo sguardo sia rivolto a un allenatore come Ancelotti, che per caratteristiche tecniche e umane sembra il più adatto per il ruolo. Da Cristiano Ronaldo, Bale e Di Maria a Benzema, Vinicius e Valverde, Carletto è sempre stato indicato come il gestore modello degli spogliatoi più ricchi di talento, quelli in cui mantenere gli equilibri tattici e tra gli ego dei campioni risulta una missione spesso troppo complicata anche per gli allenatori più esperti. 'The calm one' era stato anche ribattezzato simpaticamente in contrapposizione con il celebre soprannome di Mourinho e proprio a questa dote vuole affidarsi il Brasile per gestire personalità complesse, da Neymar a Vinicius passando per Richarlison, Bruno Guimaraes o Rodrygo: qualcuno che sia in grado non tanto di disciplinare, quanto più armonizzare l'enorme talento che spesso la squadra non riesce a esprimere, quasi perdendosi nell'autocompiacimento. La corte è serrata e gli indizi si accumulano, per Ancelotti la prima esperienza da commissario tecnico potrebbe diventare la perfetta conclusione di un viaggio professionale, magari restituendo alla Seleçao un trofeo ora più che mai necessario per lasciarsi alle spalle un periodo di pochi alti e tante delusioni.

    E IL REAL? - Ancelotti pensa al futuro, lo stesso fa il Real che riflette sui possibili successori del tecnico italiano con diversi nomi sul tavolo. Le suggestioni non mancano, comprese quelle di un Zidane-ter che avrebbe del clamoroso, ma proprio sulla scia di quanto accaduto con Zizou la dirigenza blanca sta valutando di seguire un nuovo corso. La candidatura di Raul è forte e sarebbe la naturale evoluzione del percorso fatto dal leggendario centravanti con le giovanili del Madrid. Oggi guida il Castilla, seconda squadra delle merengue, e già in passato si era profilata la possibilità di una sua promozione che ora torna più che mai di moda: un ex Galactico per aprire un nuovo ciclo, ma oltre alla storia c'è il lavoro fatto con i giovani madridisti che ha convinto la società e che potrebbe garantirgli il salto. Tra le alternative a Raul c'è anche un altro ex giocatore del Real, quel Xabi Alonso che aveva già impressionato alla guida del Sanse (squadra B della Real Sociedad) e che ora sta brillando sulla panchina del Bayer Leverkusen, con cui è ancora in corsa in Europa League. E la Germania regala altri due profili al Real. L'ultimo in ordine di tempo ad aggiungersi alla lista è stato Oliver Glasner, il tecnico dell'Eintracht Francoforte - recentemente eliminato dal Napoli agli ottavi di Champions - è stato accostato anche al Tottenham per il dopo-Conte e accumula estimatori. Intrigante infine il nome di Thomas Tuchel, libero dopo la separazione con il Chelsea e a caccia di una nuova avventura: magari in Liga, perché Tuchel ha lasciato Londra alla fine del 2022 e ha iniziato a studiare lo spagnolo, una premura che può preludere a qualcosa di più. Le prossime settimane saranno decisive: tra Copa del Rey e Champions si gioca il futuro di Ancelotti, il Brasile chiama e il Real Madrid studia già le mosse per il futuro.

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