Il neo-allenatore del Napoli Carlo Ancelotti è intervenuto a Folgarida a un incontro pubblico con i tifosi, accompagnato dal presidente De Laurentiis e da Lorenzo Insigne: "Mi auguro di essere apprezzato da subito. Conosco bene il valore della squadra e quanto di buono ha fatto, ho accettato la sfida per tutte queste circostanze. Ho scelto Napoli perchè da 12 anni è sempre in crescita, negli ultimi 3 hanno fatto cose straordinarie, ho notato in questi giorni il loro alto livello di conoscenza tecnico-tattica. E poi c'è l'ambiente, la passione dei tifosi: per questi motivi e tanti altri ho accettato questa bella esperienza".

Sulla scelta di Napoli: "E' stata rapida. Incontrai il presidente e il direttore sportivo, loro cercavano un tecnico e io una squadra, e abbiamo trovato un accordo".

Sul valore del Napoli e il suo aziendalismo: "Non lo dico io, ha fatto 91 punti. Si poteva far meglio in Champions ed Europa League, ma in campionato è stato fatto il massimo. Sono aziendalista? Certo, io conosco il mio club e il suo fatturato, non sono al Real Madrid e al Bayern, conosco bene le possibilità del club e la strategia di mercato è stata fatta di comune accordo tra le mie idee e quelle della società. Credo che un allenatore debba essere un aziendalista. Per fare al meglio il proprio mestiere serve il supporto della società. Parlare di altri calciatori vorrebbe dire che non mi piacciono i calciatori che ci sono adesso, ma io questi calciatori devo guardarli in faccia ogni giorno, non mi è mai piaciuto parlare di altri. Resto concentrato sui miei ragazzi, il gruppo è sano e composto da calciatori bravi".

Su Hamsik regista: "Il ruolo richiede qualità e conoscenza del gioco, sono sicuro che Hamsik possa farlo. Il dispendio di energie rispetto al ruolo precedente è minore e questo gli può dare maggiore certezza. Diawara ce lo invidiano tutte le altre squadre: il binomio, se bene utilizzato, può dare ottimi risultati. La squadra a me piace, mi piaceva come giocava, conosce tante cose, vedendo i primi allenamenti non c'è bisogno di spiegare, tante cose già le sanno. Sanno come muoversi, essere compatti, avere i tempi giusti. La squadra è fatta, non voglio fare rivoluzioni".