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E’ euforico Aurelio De Laurentiis: da ieri è ufficiale il colpo Osimhen, nuovo attaccante del suo Napoli. Il patron ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport, nella quale ha svelato, tra le altre cose, l’esatta cifra pagata al Lille per la punta nigeriana. Poi Milik e la Juve, Koulibaly e un vecchio amore, Maurizio Sarri.

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SU OSIMHEN - E’ un colpo da 80 milioni di euro, 70 dei quali pagabili in cinque anni e 10 da riconoscere attraverso bonus, legati ovviamente a determinate risultati. Al ragazzo, invece, andrà un quinquennale che parte dai quattro netti annui. Osimhen è rimasto incantato dalle meraviglie di Napoli, mi ha sommerso di domande sulla città. Ha chiesto e otterrà la maglia numero nove”.


CESSIONI - “Vanno al Lille Karnezis e tre ragazzi della Primavera, Manzi, Palmieri e Liguori, per i quali siamo riusciti a ottenere sulle eventuali rivendite”.

ALTRE POSSIBILITA’ - “Ci siamo visti con Ramadani, c’era la possibilità di arrivare ad Azmoun o a Luka Jovic del Real Madrid. Ma quando si è presentata questa possibilità…”.

SU IMMOBILE - “Mi piace e anche tanto. Lo volevo già quando esplose a Pescara con Zeman, avrei preso volentieri lui con Verratti, insieme a Insigne che era già nostro. Certo, se dessi a Gattuso anche Immobile, ne sarebbe felice. Ma dovrei vendere i due terzi dei nostri big, anche perché con il monte ingaggi siamo arrivati a 150 milioni”:

SU MILIK - “Lo vuole la Juve? Se lo vogliono è sufficiente pagarlo. Altrimenti resta qui e poi bisognerà guadagnarsi la considerazione dell’allenatore. Milik è sul mercato da sempre. E’ da quando lo conosco che gli chiedo di allungare il contratto, lui mi guarda e non risponde. Andrà via al miglior offerente, non farò sconti a nessuno”.

SU KOULIBALY - “Kalidou è un’ottima persona e mi dispiacerebbe perderlo. Poi c’è un tempo per tutto, anche per separarsi. Ma 90 milioni sul tavolo non ci sono e comunque bisogna essere in due per separarsi”.

SU SARRI - “Felice per il suo primo scudetto alla Juve? Domanda capziosa e ingiusta. Lo scudetto alla Juve in questi nove anni è diventata una normalità. Io sono contento ad Andrea Agnelli. A Sarri voglio bene, rimane nel mio cuore perché ha regalato tre anni a Napoli fantastici e gli dico sempre grazie. Poi però faccio altre riflessioni e penso che, fossi stato in lui, avrei ragionato diversamente: restando qui magari avrebbe vinto prima lo scudetto, e con me avrebbe rischiato meno di quanto sta rischiando adesso alla Juve”.