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Spesso il destino è beffardo, irridente, quasi crudele: l'Argentina lo sa bene, lo si leggeva nelle facce dei calciatori usciti in lacrime dalla Bombonera dopo il pareggio contro il Perù, un pareggio che sarebbe potuto costare il Mondiale. "Sarebbe potuto" perchè nessuno, nella rosa della Seleccion ma nemmeno tra i tifosi che hanno colmato con i loro canti l'Estadio Alberto J. Armando, poteva immaginare che l'eroe della nottata argentina non sarebbe stato nè Messi, nè Benedetto, nè Di Maria e nemmeno Dybala o Icardi. L'eroe della notte Albiceleste non è neppure argentino: il suo nome è Arnaldo Antonio Sanabria Ayala, meglio conosciuto come Tonny, e viene da San Lorenzo,  città del Paraguay a 10 chilometri dalla capitale Asunción.

IL SALVATORE DI MESSI - L'attaccante attualmente al Betis Siviglia ha infatti salvato Messi e compagni con il gol che ha permesso al Paraguay di espugnare Barranqulla, condannando la Colombia ad andare a vincere in Perù nell'ultima gara del girone e consentendo a Sampaoli di avere ancora il proprio destino in mano, visto che alla Seleccion basteranno i tre punti in Ecuador per qualificarsi almeno per gli spareggi. Uno scenario impensabile fino all'89', dato che la Colombia conduceva per 1-0 contro i paraguaiani eliminati. Ma l'uomo del destino ci ha messo lo zampino: attaccante classe '96 cresciuto nel Cerro Porteno e portato in Europa dal Barcellona, ha legato il suo nome a quello della Roma. 

TONNY ZITTISCE IL BERNABEU, LA ROMA PENSA ALLA RECOMPRA - Già, perchè ora il club giallorosso, che lo ha tesserato nel 2014/2015 prelevandolo dal Sassuolo e facendogli disputare due presenze alla tenera età di 18 anni, sta pensando di utilizzare il diritto di recompra: Tonny ha trovato la via del gol in Spagna, prima in prestito allo Sporting Gijon (11 reti in 30 partite in una squadra che è retrocessa), adesso al Real Betis. Un mese fa ha zittito il Real Madrid e il Bernabeu, con un gol al 92' che ha consentito agli andalusi di espugnare la Casa Blanca, poi ha realizzato altri quattro gol.

PIANO ALLA MORATA - "L'uomo che ha ridato la vita agli argentini", come lo chiamano oggi in Sudamerica, ha colpito il ds dei capitolini Monchi, che sta valutando seriamente l'ipotesi con due possibilità, un piano "alla Morata": trattenere il giocatore a Trigoria (il prossimo anno avrà 22 anni), dato che piace e non poco al tecnico Di Francesco, oppure rivenderlo al miglior offerente, realizzando una plusvalenza, visto che per riacquistarlo bastano 11 milioni. Il contratto tra il club giallorosso e il Betis, ufficializzato il 15 luglio 2016, prevedeva infatti una cessione a titolo definitivo per 7.5 milioni più il 50% di un’eventuale rivendita, inoltre la Roma si è garantita il diritto di riacquisto per 11 milioni nelle prime due stagioni (2016-17 e 2017-18) e per 14.5 al termine della terza (2018-2018). Per l'uomo del destino, sono briciole. 

@AleDigio89