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Una vicenda piuttosto sconvolgente che ha il suo inizio tre mesi fa, quando gli agenti della sezione di polizia giudiziaria di Fiumicino cominciarono a indagare sull'arrivo in aeroporto di grossi quantitativi di una sostanza. Mercoledì hanno inseguito un pacco sospetto, che li ha portati in un elegante condominio di Via della Camilluccia, quartiere residenziale tra i più costosi di Roma. Qui, una volta fatta irruzione, la sorpresa: all'interno dell'appartamento c'era Claudia Rivelli. Gli agenti hanno trovato ben tre flaconi, ciascuno da un litro, colmi di "droga dello stupro", una sostanza molto pericolosa in grado di inibire la volontà e cancellare i ricordi.

Forse molti principalmente la conosceranno per essere la sorella di Ornella Muti, ma in realtà Claudia Rivelli, soprattutto durante gli anni '70, è stata un volto parecchio conosciuto nel mondo dello spettacolo. L'attrice sessantunenne, finita in manette, ha spiegato alla polizia romana che il liquido sospetto era usato per le pulizie di casa, ma dalle analisi è emerso che si trattava invece di Gbl (la cosiddetta droga dello stupro). 
La stessa Rivelli ora è a piede libero, ma verrà processata. Per la Rivelli sono stati chiesti i domiciliari, ora la prima udienza del processo è fissata per il prossimo febbraio. Agli agenti lei ha subito affermato che uno dei flaconi, contenenti un litro di Gbl, lo avrebbe spedito in giornata, dallo stesso appartamento, al figlio Giovanni Leone (nipote dell'omonimo ex presidente della Repubblica); un secondo corriere, anche lui all'oscuro del contenuto, il giorno dopo l'ha trasportato nella casa dove abita invece la sorella di Ornella Muti. I poliziotti si sono appostati sotto il condominio dell'attrice sin dalle 10 del mattino del 15 settembre. Lo stesso giorno, dopo l'irruzione, anche la sorella Ornella si è presentata al palazzo di Giustizia di Piazzale Clodio per supportare la Rivelli. 
"E' sapone. Ci pulisco l'argenteria e mio figlio lo usa per lavare la macchina. Infatti questo pacco dovevo spedirlo a lui, che abita a Londra, dove la sostanza è legale". Si è giustificata così Claudia quando i poliziotti l'hanno arrestata per detenzione di droga. L'attrice ha trascorso una notte in carcere, prima di essere ascoltata dai magistrati, mentre giudice ha convalidato l'arresto. Al termine dell'udienza, il pm Mario Pesci ha chiesto i domiciliari, ma il giudice ha deciso di non disporre misure. Il giudice, chiaramente, è rimasto interdetto dalla spiegazione della Rivelli. Inusuale, infatti, usare la droga per fare le pulizie di casa, ma quanto pare per l'attrice era un sapone per le pulizie. Dichiara pertanto: "Per me era un detergente come altri. Altrimenti una madre, sapendo che era droga, non l'avrebbe spedito al figlio. E il mio non fa uso di stupefacenti".